L'immagine è un collage di diverse foto. In primo piano si osserva un fiume fotografato nel periodo autunnale. Immediatamente sotto sono rappresentati nell'ordine: alcune diatomee al microscopio elettronico, una camera flottante a pelo dell'acqua utilizzata per la misurazione della CO2, una trota catturata durante un censimento della fauna ittica con elettrostorditore, un grafico raffigurante l'output grafico di un ordinamento statistico (PCoA), un Plecottero
Le ricerche di Alpstream

Ricerca e pubblicazioni

La ricerca in Alpstream

Il Centro ALPSTREAM è strettamente coinvolto nei progetti di ricerca sugli ecosistemi fluviali, in particolare quelli alpini. Per la sua posizione strategica in Valle Po, il Centro svolge il ruolo di base operativa per la ricerca in campo ed in laboratorio.

Tra i vari progetti di ricerca spiccano quelli incentrati sulla protezione di questi ecosistemi unici: studio degli effetti degli invasi e del cambiamento climatico sul biota e sulla funzionalità fluviale, analisi della connessione tridimensionale fra le aste secondarie e quelle principali e studio e tutela della fauna ittica.

Tutti questi progetti permettono ai ricercatori di interagire non solo con altri ricercatori, ma anche con esperti del settore sia a livello locale che di enti di ricerca ed università italiane ed estere. Grazie ad ALPSTREAM, è stato possibile anche avviare la costruzione di canalette in situ sul fiume Po, al fine di poter studiare il corso d’acqua in condizioni controllate (flusso, portata, quantità di sedimento etc.) ma direttamente in campo invece che in laboratorio; l’utilizzo di questo tipo di mesocosmi è molto importante dal punto di vista della ricerca, e aprirà il Centro a future collaborazioni anche all’estero.

Alcuni lavori svolti insieme ad ittiologi e ricercatori specializzati hanno permesso, ad esempio, di studiare geneticamente le popolazioni ittiche presenti nella zona: questo ha portato alla creazione ad un’area di circa 3 km di fiume adibita alla pesca no-kill, in modo da poter tutelare la comunità presente.

Tutti i progetti di ricerca sono stati portati avanti grazie anche all’uso delle più moderne tecniche nel campo dell’ecologia fluviale, ad esempio studi di genetica, high-throughput sequencing ed uso di mesocosmi.

Ultimo aggiornamento: 16/03/2022 14:57
Immagine del torrente Argentina, in località Taggia (provincia di Imperia), nel periodo estivo. Il corso d'acqua si presenta completamente secco tranne che per una piccola pozza residua accanto alla sponda destra.

Le diatomee nei corsi d'acqua mediterranei

EFFETTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI GLOBALI E DELLE PRESSIONI ANTROPICHE LOCALI SULLE COMUNITÀ DI DIATOMEE DI CORSI D’ACQUA MEDITERRANEI La stretta collaborazione con l’Agenzia per la Protezione Ambientale della Liguria (ARPAL), a partire dal 2006, ha permesso al gruppo ALPSTREAM di sviluppare una importante conoscenza sulla flora di diatomee bentoniche che colonizzano i corsi...

foto al microscopio elettronico di diatomee. Si possono notare in maniera più dettagliata le ornamentazioni presenti sul guscio siliceo dell’alga

Studio della flora di diatomee bentoniche dei corsi d’acqua del Parco del Monviso

Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dell'importanza di preservare i corsi d'acqua alpini in quanto habitat di specie peculiari, sensibili e spesso minacciate. Negli ultimi anni, il gruppo di ricerca sugli ecosistemi acquatici del centro ALPSTREAM si è occupato di studiare la flora di diatomee bentoniche che colonizzano i corsi d’acqua alpini, con particolare attenzione...

Leaf bags in alveo. Pacchetti di foglie costituiti da rete a maglia larga 1cm per permettere la colonizzazione da parte dei macroinvertebrati fluviali; in ogni pacchetto sono stati posti 5 g di foglie secche di quercia o di castagno. Nella foto si vedono i leaf bags al momento della posa in alveo: i pacchetti sono legati tra loro con una corda apposita a formare una catena. Le corde vengono fissate al substrato fluviale legando gli estremi a massi o rami ed i pacchetti di foglie sono tenuti ancorati al substrato grazie all’uso di ciottoli.

Funzionalità dei sistemi fluviali alpini

Un'importante linea di ricerca di ALPSTREAM è dedicata a studiare ‘come funzionano’ i fiumi alpini. Questi sistemi sono altamente eterotrofi, cioè l’energia che alimenta le reti trofiche arriva in larga misura dall'esterno, sotto forma di detrito organico di origine terrestre. In questo contesto, è fondamentale comprendere come il cambiamento climatico possa alterare...

uno dei siti di campionamento del progetto Network (Le Bigorie presso Oncino). Si osserva il fiume scorrere al centro della foto, attorniato da un paesaggio invernale

Variazione spazio-temporale delle metacomunità bentoniche nei torrenti alpini

Come funzionano i fiumi? E come si distribuiscono le specie acquatiche al loro interno? Numerose teorie sono state avanzate nel corso della storia dell’ecologia fluviale nel tentativo di spiegare come cambia la composizione in specie delle comunità procedendo dalla sorgente alla foce in risposta al graduale variare delle condizioni ambientali e trofiche lungo l’asta fluviale. Tra queste il...

L’immagine mostra dei tubi per la coltivazione in laboratorio di alghe. Durante questo esperimento, le alghe sono state coltivate a diverse concentrazioni di nutrienti: il colore verde all’interno dei tubi è proporzionale alla biomassa delle alghe presenti.

Pressioni antropiche, carichi di nutrienti veicolati e qualità delle acque nel distretto idrografico del fiume Po:

Il progetto ha lo scopo di fornire un supporto scientifico al processo di riesame del Piano di Gestione Distrettuale del Po (PdG Po) sui temi della formazione e della gestione dei carichi di nutrienti eutrofizzanti, attraverso la quantificazione delle pressioni antropiche diffuse e puntuali sui carichi di azoto e fosforo nei bacini idrografici del distretto idrografico del Po e l’analisi della...

Operatrice rileva dati di campo all’interno dell’alveo del fiume Grana, completamente in secca nell’estate 2017

Cambiamento climatico e fiumi alpini – Il progetto PRIN NoAcqua

Il cambiamento climatico sta rapidamente alterando le caratteristiche naturali dei nostri fiumi, con l’intensificarsi di fenomeni estremi come secche e piene. A questi fattori che operano su scala globale si affiancano poi cause locali, come l’eccessiva sottrazione di acqua da parte dell’uomo. In particolare, le secche fluviali si stanno diffondendo sempre di più anche negli...

Camera flottante utile al monitoraggio dell’anidride carbonica del fiume Ghiandone, all’interno del progetto EURORUN (Assessing CO2 Fluxes from European Running Waters)

Il respiro dei fiumi

I fiumi respirano, cioè emettono anidride carbonica, con modalità che dipendono dalle condizioni ambientali locali, dalla latitudine, dalla stagione e dall’ora del giorno. È quanto emerge da uno studio pubblicato su una rivista del gruppo Nature, frutto del progetto EURORUN (Assessing CO2 Fluxes from European Running Waters), che ha coinvolto 16 gruppi di 11 nazioni europee...

Rappresentazione cartografica degli invasi presenti nel territorio MAB Unesco del Parco del Monviso. Si noti la concentrazione nella zona centro-settentrionale/centro-meridionale dei suddetti, dovuta principalmente all’uso dei suddetti per scopi agricoli

Gli invasi in Piemonte: normativa, gestione ed impatti sui corsi d’acqua

Negli ultimi decenni c’è stato un incremento delle acque invasate per uso energetico. Il Piemonte è uno dei maggiori produttori in Italia di idroelettrico. Questo tipo di energia è preziosa e rinnovabile ma è urgente una gestione molto più sostenibile (da un punto di vista ambientale) degli impianti esistenti. Questo è possibile solo attraverso la formulazione e l’attuazione di un piano...

Foto di una diatomea nella sua forma teratologica eseguita tramite il microscopio elettronico a scansione. Si noti come la morfologia dell’alga risulta essere completamente deformata, rendendo difficile il riconoscimento anche a livello di genere

Il significato ecologico delle forme teratologiche delle diatomee bentoniche fluviali

Questo progetto nasce nel 2007 nell’ambito di una tesi di dottorato condotta in collaborazione con il Centro LIST del Lussemburgo e finalizzata a comprendere il significato ecologico delle alterazioni morfologiche delle diatomee bentoniche fluviali e il loro potenziale utilizzo nell’ambito del monitoraggio. Uno dei risultati principali di questa ricerca è stata la pubblicazione,...

foto rappresentante alcune specie erbacee rinvenute nell'aria di studio durante la compilazione della checklist

Inventario botanico della fascia ripariale del fiume Po

Una checklist completa delle piante che colonizzano la fascia ripariale del fiume Po (nei pressi di Ostana fino a Pian Beatrice) è stata compilata da due studenti dell'Università di Saragoza Alberto Cirera e Miguel Guerra che hanno soggiornato presso Ostana nel mese di luglio 2022 nell'ambito del progetto rural mobility UNITA, in collaborazione con la cooperativa Viso a Viso. L'inventario...