Studenti e docenti universitari da quattro Paesi europei nel Parco del Monviso per studiare la biodiversità degli ecosistemi montani
Dal 1° al 3 giugno si sono svolte, nel territorio del Parco del Monviso, le attività sul campo previste dal programma internazionale “Biodiversity in Mountain Ecosystems”, un Blended Intensive Programme (BIP) Erasmus+ coordinato dall’Università degli Studi di Torino con la partecipazione dell’Università de Pau et des Pays de l’Adour (Francia), dell’Universidad de Zaragoza e dell’Universidad Pública de Navarra (Spagna). All’edizione 2026 hanno preso parte 26 studenti e 11 docenti provenienti dai quattro atenei partner, impegnati in un percorso formativo dedicato allo studio della biodiversità negli ambienti montani.
Per l’Università di Torino sono stati coinvolti i Dipartimenti di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS), Scienze Veterinarie e Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA). Il programma ha combinato attività teoriche svolte online nel mese di aprile con una settimana di mobilità in presenza tra il territorio del Parco del Monviso e i laboratori universitari torinesi, dove le attività sono proseguite il 4 e 5 giugno con l’analisi dei dati e dei campioni raccolti sul campo.
Le giornate sul campo si sono svolte tra la Riserva Naturale della Grotta di Rio Martino, il corso del Po nel territorio di Ostana e l’area di Pian della Regina, Pian del Re e lago Fiorenza, a monte di Crissolo. Gli studenti hanno approfondito temi legati all’ecologia fluviale, agli invertebrati acquatici, alla botanica alpina, alla pedologia e al monitoraggio della fauna selvatica, lavorando in gruppi multidisciplinari e applicando protocolli scientifici standardizzati in un contesto naturale di elevato valore ambientale.
Il personale dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso ha collaborato alle attività fornendo supporto logistico e consulenza scientifica, affiancando i docenti universitari durante le giornate di lavoro sul territorio. Particolare attenzione è stata dedicata all’osservazione degli ungulati alpini, con monitoraggi di camosci e stambecchi e la raccolta di campioni fecali destinati ad analisi dietetiche e parassitologiche. Tutte le attività si sono svolte con modalità non invasive e senza alcun disturbo diretto alla fauna o prelievo di esemplari vegetali.
La presenza di studenti e ricercatori provenienti da diversi Paesi europei costituisce un’importante occasione di visibilità del territorio del Parco del Monviso, che si presta idealmente a diventare un laboratorio naturale a cielo aperto. Mettere in relazione il mondo della ricerca universitaria e le attività di conservazione e monitoraggio che il Parco svolge quotidianamente è un elemento che contribuisce alla formazione dei futuri professionisti che si occuperanno di biodiversità e gestione degli ecosistemi montani.
Il programma si è inserito nelle attività dell’alleanza universitaria europea UNITA - Universitas Montium e ha l’obiettivo di formare gli studenti alla progettazione e realizzazione di valutazioni integrate della biodiversità negli ambienti di montagna. L’approccio adottato è interdisciplinare e considera congiuntamente organismi appartenenti a gruppi diversi, dai microrganismi alle piante e agli animali, analizzando le relazioni che li legano ai principali fattori ambientali come suolo e acqua. L’esperienza sul campo ha consentito ai partecipanti di applicare concretamente le conoscenze teoriche acquisite e di confrontarsi con le sfide della ricerca ecologica in ambiente alpino.