La salamandra del Monviso ha trovato casa a Parigi
È iniziato un progetto che potrà contribuire a garantire la sopravvivenza della Salamandra di Lanza (Salamandra lanzai), uno dei gioielli naturalistici del Parco del Monviso che rappresenta un endemismo a livello mondiale, anche in caso di cataclismi o epidemie che possano compromettere il suo habitat in natura.
Alcuni esemplari di questo anfibio sono stati catturati e affidati alle cure del parco zoologico del Museo di Storia Naturale di Parigi, una delle istituzioni scientifiche e naturalistiche più antiche e prestigiose. Il progetto è stato realizzato dal professor Franco Andreone del Museo di Scienze naturali di Torino e dai suoi collaboratori a seguito dell’autorizzazione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso.
Questi esemplari verranno allevati in cattività, nelle condizioni ottimali per la loro sopravvivenza, nella speranza che possano riprodursi: in questo modo sarà possibile, in caso di gravi minacce, reintrodurre in natura i piccoli nati in cattività a sostegno della popolazione selvatica in declino o localmente estinta per eventi catastrofici o imprevedibili.
La salamandra di Lanza è un anfibio estremamente raro è localizzato che vive esclusivamente negli ambienti alpini d’alta quota delle valli intorno al Monviso. La vita in questi ambienti difficili ha richiesto adattamenti evolutivi molto peculiari tra i quali ricordiamo la capacità di partorire piccoli formati e vitali, capaci di vivere in ambienti terrestri evitando così la fase di uova e poi girini in acqua.
Per contro questo tipo di riproduzione – atipica per un anfibio – è estremamente lenta: possono essere necessari 2-4 anni prima del parto all’esterno di 2-6 individui. La specie potrebbe essere molto sfavorita dal cambiamento climatico e vulnerabile ad alcune malattie specifiche delle salamandre che si stanno diffondendo in Europa.
Progetti di reintroduzione di anfibi sono già stati realizzati nel territorio delle Aree Protette del Monviso. Nella Riserva Naturale del Bosco del Merlino a Caramagna Piemonte l’arrivo del Gambero della Lousiana, una specie invasiva americana, aveva contribuito alla scomparsa della popolazione locale della Rana di Lataste. Il Parco è intervenuto contrastando la presenza del gambero esotico e reintroducendo con successo i girini della specie estinta.
«Come Parco faremo tutto il possibile perché ciò non debba mai succedere nel caso della Salamandra di Lanza e degli altri esseri viventi sul territorio gestito, ma siamo comunque sollevati dal sapere che la “nostra” salamandra avrà una carta in più da giocare in questi tempi difficili e di cambiamento per tutta la popolazione vegetale e animale, uomo incluso».
Il Parco del Monviso ha come primario compito istituzionale la conservazione della biodiversità presente sul suo territorio, funzione ampliata dal riconoscimento della delega di gestione dei siti della rete dell’UE denominata Natura 2000, di cui l’area del Parco Naturale del Monviso fa parte. Le specie animali e vegetali vengono così tutelate nel loro habitat naturale, preservando anche le loro fonti di cibo, i luoghi in cui si rifugiano e si riproducono e la complessa rete di interazioni con gli altri esseri viventi che condivido lo stesso ecosistema.
Per le specie riconosciute come particolarmente importanti il Parco effettua monitoraggi che permettono di valutare l'andamento della popolazione nel tempo. La stima della popolazione è anche necessaria per capire, nel caso del progetto sulla salamandra in questione, qual è il numero di individui che possono essere catturati senza conseguenze per la popolazione selvatica.