Biodiversità e cambiamento climatico: a Torre Pellice i risultati del progetto GE.CO
Si è svolto giovedì 1° ottobre, nella sala dell’Unione Montana Pinerolese a Torre Pellice, il seminario di chiusura del progetto INTERREG Alcotra GE.CO, al quale ha partecipato anche il Parco del Monviso. L’incontro ha presentato i risultati delle attività dedicate alla biodiversità sui due versanti italiano e francese delle Alpi sud-occidentali e gli strumenti per affrontare gli effetti del cambiamento climatico: al centro dei lavori, la tutela di due specie minacciate e la gestione dei conflitti tra conservazione degli habitat e utilizzo del territorio.
Dopo i saluti istituzionali, tra cui quelli portati dal direttore del Parco del Monviso Vincenzo Maria Molinari, i referenti del progetto Damien Hiribarrondo di Oxalis SCOP ed Elena Di Bella della Città metropolitana di Torino hanno introdotto le attività svolte, riepilogando in particolare gli obiettivi principali che sono stati focalizzati a migliorare la conoscenza e la gestione transfrontaliera della salamandra di Lanza e della trota fario mediterranea, con particolare attenzione agli impatti del cambiamento climatico; condividere metodi di diagnosi ecologica; ridurre e gestire i conflitti nelle aree interessate dalle attività umane con particolare attenzione agli habitat della salamandra di Lanza e della trota fario mediterranea, le specie sulle quali si è concentrata in particolare l’analisi; comunicare la ricchezza ecologica dell’area, incoraggiando il coinvolgimento della popolazione locale e degli stakeholder.
La mattinata è stata dedicata ai risultati scientifici e agli interventi realizzati.
Per la salamandra di Lanza sono state illustrate la mappa di vulnerabilità rispetto al cambiamento climatico e la valutazione dell’impatto del pascolo. Parte del progetto è stata dedicata ad effettuare monitoraggi che hanno consentito di ottenere nuovi dati di presenza su tutto l’areale, specialmente delle aree finora poco indagate; sono inoltre stati realizzati modelli sull’evoluzione della presenza della specie che dimostrano un impatto fortemente negativo dei cambiamenti climatici sulla sopravvivenza della salamandra di Lanza. Alla presentazione hanno contribuito l’erpetologo Daniele Seglie, Emmanuel Garbolino di Mines Paris-PSL, l’Università di Torino e il Parco del Monviso, con il responsabile del Servizio Conservazione e Vigilanza Marco Rastelli.
Gli studi sulla trota fario mediterranea hanno invece approfondito la diversità genetica delle popolazioni nelle Alpi sud-occidentali e la relativa mappa di vulnerabilità. I risultati sono stati presentati da Paolo Lo Conte della Città metropolitana di Torino, Vincenzo Caputo Barucchi e Andrea Splendiani dell’Università Politecnica delle Marche e David Doucende della Federazione di pesca delle Hautes-Alpes.
Accanto alla ricerca, il seminario ha dato spazio alle soluzioni adottate per ridurre i conflitti d’uso e coinvolgere il territorio. È stato presentato il percorso di creazione delle comunità custodi, un gruppo di portatori d’interesse pubblici, privati, individuali e collettivi che condividono, su un dato territorio, in modo consapevole, la necessità di conservare habitat e specie attraverso azioni concrete di tutela che producano ricadute positive, sia dal punto di vista socioeconomiche che di mantenimento dei servizi ecosistemici. Il lavoro ha coinvolto anche le scuole, circa cento studenti gli studenti italiani e francesi che hanno preso parte ai diversi laboratori e workshop organizzati sul campo, e ha portato alla redazione e firma di due carte d’intenti per la salvaguardia della salamandra di Lanza e della trota fario mediterranea, individuando obiettivi, attività, tempi e risultati.
Il progetto ha consentito inoltre di realizzare barriere di protezione per la salamandra e nuova segnaletica nelle zone a maggiore rischio di schiacciamento. Il Parco naturale regionale del Queyras, la Città metropolitana di Torino e la Federazione di pesca delle Hautes-Alpes hanno inoltre illustrato i materiali didattici e gli strumenti di sensibilizzazione realizzati nell’ambito del progetto, in particolare per la salamandra di Lanza è stato realizzato un modellino didattico per spiegarne la biologia, una mostra bilingue e un libretto che descrive la specie, mentre per la trota fario mediterranea sono stati realizzati un peluche, dei video didattici, un fumetto e un gioco in realtà virtuale.
Un ulteriore approfondimento ha riguardato l’Indice di Qualità Ecologica, utilizzato per migliorare la conoscenza della biodiversità transfrontaliera e fornire un supporto alle scelte di gestione.
Nel pomeriggio, i lavori si sono concentrati sugli strumenti per accompagnare il territorio nei percorsi di adattamento. Le presentazioni hanno affrontato l’approccio narrativo, la cartografia ad altissima risoluzione spaziale per anticipare gli impatti climatici e l’applicazione locale dell’Indice di Qualità Ecologica. Sono stati approfonditi anche lo strumento Natur’adapt, il Piano di adattamento esteso alla Riserva della Biosfera del Monviso e le carte d’intenti. Il confronto è proseguito in tre workshop dedicati alla tutela delle risorse naturali, all’adattamento dei contesti urbanizzati e al coinvolgimento delle comunità locali transfrontaliere. Il seminario si è concluso con la restituzione dei risultati dei gruppi di lavoro e i saluti finali.
GE.CO ha promosso una migliore conoscenza e conservazione della biodiversità nelle aree transfrontaliere che presentano vincoli o conflitti d’uso comuni. Il progetto ha sviluppato metodologie di diagnosi ecologica per sostenere la gestione coordinata della fauna e degli habitat, con particolare attenzione alla salamandra di Lanza e alla trota fario mediterranea.
Le attività del progetto hanno mirato a conciliare la tutela delle risorse naturali con gli usi turistici, ricreativi ed economici del territorio: l’obiettivo è stato, inoltre, rafforzare i collegamenti tra gli ambienti terrestri e acquatici dell’area transfrontaliera e valorizzare la biodiversità come risorsa per un turismo sostenibile.