Il Parco del Monviso ha pubblicato il programma di educazione ambientale per l’anno scolastico 2026-2027
L’Ente di gestione delle Aree Protette del Monviso ha pubblicato il programma delle attività di educazione ambientale proposte alle scuole del territorio per l’anno scolastico 2026-2027. Anche quest’anno il Parco mette a disposizione 500 ore complessive di attività gratuite per le scuole dell’area di riferimento, con una proposta gratuita per ciascuna classe e prenotazione da effettuare entro il 31 ottobre 2026. Vengono proposte sedici attività per bambini e ragazzi, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, alla scoperta della biodiversità e degli ambienti naturali del territorio. Complessivamente il catalogo comprende 16 attività, distribuite secondo gli ordini scolastici alle quali sono rivolte: 4 sono adatte per la scuola dell’infanzia, 13 per la primaria e 11 per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Numerose proposte possono essere adattate a più ordini scolastici, modificando linguaggi, strumenti utilizzati e livello di approfondimento. Le 500 ore gratuite sono riservate alle classi delle scuole situate nei Comuni nei quali ricadono le aree naturali protette gestite dal Parco del Monviso: ogni classe può usufruire di un’attività gratuita, fino all’esaurimento del monte ore disponibile. Per tutte le altre scuole e per altri gruppi le attività sono accessibili a pagamento. Il catalogo completo, con descrizioni, destinatari, modalità di svolgimento e tariffe, è disponibile a questo link. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il Servizio Promozione Educazione Comunicazione del Parco del Monviso ai numeri 011.4321008 e 348.7638609 oppure scrivere a didattica@parcomonviso.eu.
Il programma mira a rendere il territorio un laboratorio didattico all’aperto: le attività proposte si svolgono sul campo, in ambienti molto diversi tra loro, dal massiccio del Monviso al Bosco dell’Alevè, dalla Grotta di Rio Martino al Bosco del Merlino, fino agli ecosistemi legati al Po dalle sorgenti alpine verso il primo tratto di pianura. Boschi, acque, grotte, ambienti di alta quota e paesaggi modellati nei secoli dalla presenza umana permettono di affrontare in modo diretto temi legati all’ecologia, alla biodiversità, alla conservazione della natura e allo sviluppo sostenibile.
«Quest’anno abbiamo voluto dare ancora maggiore spazio a un’idea – sottolinea il presidente del Parco del Monviso, Marco Dastrù – che considero essenziale: portare bambini e ragazzi sul territorio e fare in modo che l’ambiente naturale non sia soltanto lo sfondo sul quale svolgere un’attività didattica, ma ne diventi protagonista. È una distinzione meno sottile di quanto possa sembrare: un bosco, un torrente, una grotta o un ambiente di alta quota non sono semplicemente luoghi nei quali trasferire una lezione che potrebbe svolgersi altrove: hanno linguaggi, tempi, relazioni e complessità proprie, che possono essere comprese davvero soltanto attraverso l’esperienza diretta. Credo sia particolarmente importante mantenere vivo questo legame nelle giovani generazioni: studentesse e studenti crescono in una società nella quale molte conoscenze arrivano attraverso immagini, schermi e rappresentazioni, che sono strumenti preziosi, naturalmente, ma che spesso isolano e non riescono a sostituire del tutto l’esperienza di osservare, ascoltare, toccare, odorare, percepire un ambiente e interrogarsi su ciò che accade davanti ai propri occhi. L’esperienza sul campo continua a essere uno dei più efficaci strumenti di crescita culturale, scientifica e sensoriale, ma anche di costruzione di una sensibilità più profonda verso ciò che ci circonda. Del resto, il compito di un Parco non è soltanto conservare ambienti e specie: è anche creare le condizioni perché le persone possano comprenderne il valore godendo della bellezza di un ambiente naturale. Portare le scuole nelle aree protette significa investire proprio in questo rapporto, perché ciò che abbiamo imparato a conoscere direttamente difficilmente torna a essere, per noi, soltanto uno sfondo».
Il filo conduttore dell’intera proposta è l’esperienza diretta: uscire dall’aula permette di osservare gli ambienti naturali, riconoscerne gli elementi e comprendere sul campo le relazioni che legano specie, habitat e presenza umana. Ragazze e ragazzi vengono coinvolti in modo attivo attraverso osservazioni, attività sensoriali, esplorazioni e piccoli momenti di indagine scientifica. Le proposte sono costruite in modo differente a seconda dell’età: per i più piccoli prevalgono gioco, narrazione e scoperta attraverso i sensi, mentre con la crescita degli studenti aumenta il livello di approfondimento scientifico e di analisi.
Una prima parte del programma lavora sulla relazione personale con l’ambiente naturale. “Favola nel bosco” utilizza la narrazione durante una passeggiata per accompagnare i più piccoli nella scoperta della natura attraverso immaginazione e osservazione. “Un bosco di emozioni: noi come alberi” sviluppano un approccio fondato sull’ascolto, sui sensi e sulla percezione delle relazioni esistenti tra esseri umani e altre forme di vita. “Io sono te e siamo natura” è un’attività su disabilità e inclusione in ambiente montano, utilizzando i sensi per esplorare la natura. “Esploratori in missione” propone infine ai bambini attività pratiche e piccole sfide all’aperto, trasformando l’esplorazione in uno strumento di apprendimento.
Ampio spazio è dedicato alla biodiversità. Con “Detective della biodiversità nel Bosco dell’Alevè” gli studenti osservano uno degli ambienti forestali più caratteristici delle Alpi sud-occidentali, imparando a riconoscere elementi botanici e tracce lasciate dagli animali selvatici. “Missione impollinatori” concentra l’attenzione su api, farfalle e altri insetti fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, mentre “Real Bat Man” porta alla scoperta dei chirotteri presenti nel territorio del Parco, spiegandone caratteristiche e ruolo ecologico e contribuendo a superare luoghi comuni e false credenze sui pipistrelli.
Un altro importante ambito di lavoro riguarda l’acqua, elemento centrale per un territorio nel quale nasce il principale fiume italiano. Le attività “Acqua vita” e “Alle sorgenti del Po” affrontano il ciclo dell’acqua, l’idrobiologia e le numerose forme di vita legate agli ambienti fluviali, partendo dall’osservazione diretta. “Oltre lo specchio del lago”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie, permette invece di approfondire il funzionamento e la fragilità degli ecosistemi dei laghi alpini d’alta quota.
Le proposte a carattere più scientifico comprendono anche “I licheni, sentinelle della natura”, nel quale questi organismi vengono utilizzati come bioindicatori per comprendere come sia possibile valutare la qualità dell’aria. La Grotta di Rio Martino diventa invece uno spazio privilegiato per avvicinarsi alla speleologia, al carsismo e all’azione dell’acqua sulla roccia, oltre che per conoscere gli organismi adattati alla vita negli ambienti sotterranei.
Il rapporto tra natura e trasformazioni operate dall’uomo è al centro di “C’era una volta una cava”, dedicato al recupero e alla rinaturalizzazione di aree interessate in passato da attività estrattive. “Schegge di storia” amplia la lettura del paesaggio, mettendo in relazione scienze naturali, storia e geografia umana per comprendere come le comunità abbiano utilizzato e modificato nei secoli le valli del Monviso e e “Uno sguardo sul Parco” promuove la conoscenza della fauna del parco cercando di immedesimarsi nel modo in cui vedono il mondo gli animali che ci vivono.
L’intero catalogo costruisce così un percorso che procede dall’esperienza sensoriale alla conoscenza scientifica e dalla scoperta di una singola specie alla comprensione degli ecosistemi e del paesaggio. Le attività permettono di affrontare in modo concreto temi come conservazione della biodiversità, qualità ambientale, uso delle risorse, relazione tra uomo e natura e cambiamenti del territorio, con metodologie adeguate alle diverse fasce di età.
Le attività del programma di educazione ambientale sono svolte dagli operatori dell’Associazione Temporanea di Servizi composta dalla Cooperativa di Comunità Viso A Viso, dall’Associazione Naturalistica Vesulus ASD e da Monviso Tourism ASD.