Stati Generali dei Territori MAB UNESCO del Piemonte: sabato 12 settembre si è svolto l’incontro a Stresa
Sabato 12 settembre si sono tenuti a Stresa, località del Verbano-Cusio-Ossola sul lago Maggiore, gli Stati Generali dei Territori MAB UNESCO del Piemonte, un incontro promosso dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e dalla Fondazione Agrion, in collaborazione con le Riserve della Biosfera MAB UNESCO Monviso, CollinaPo e Ticino Val Grande Verbano. Si è trattato di una giornata di confronto, ma anche dell’inizio di un percorso comune per mettere in rete esperienze sviluppate nei diversi territori, analizzare potenzialità e criticità e arrivare alla costruzione di un metodo condiviso che possa fare del Piemonte un progetto pilota anche a livello nazionale.
Il dato di partenza racconta la dimensione della sfida: circa il 30% del territorio piemontese ricade all’interno di aree MAB UNESCO, a fronte di una media nazionale di circa il 5%. Un patrimonio territoriale di straordinaria rilevanza che rappresenta non soltanto un valore da tutelare, ma una grande opportunità sulla quale sperimentare politiche integrate di sviluppo. A rappresentare la Regione Piemonte il presidente Alberto Cirio, l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, l’assessore all’Agricoltura, Commercio, Turismo, Sport, Post-olimpico e Caccia e Pesca Paolo Bongioanni e l’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna, con delega alle Aree UNESCO, Marco Gallo. Alla giornata hanno preso parte anche il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il sindaco di Stresa Luca Gemelli e la vicepresidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Claudio Ricci. Per Fondazione Agrion è intervenuto il presidente Giacomo Ballari, mentre per le Riserve della Biosfera MAB UNESCO del Piemonte sono intervenuti Marco Dastrù, presidente MAB Monviso, Francesco Tresso, presidente MAB CollinaPo, Alessandro Boriani, presidente MAB Ticino Val Grande Verbano, e Alessandro Marchese, vicepresidente MAB Ticino Val Grande Verbano.
La prospettiva emersa dagli Stati Generali parte dalla missione stessa del programma Man and the Biosphere dell’UNESCO: fare delle Riserve della Biosfera territori nei quali sperimentare nuovi modelli di relazione tra uomo e natura, coniugando conservazione della biodiversità, sviluppo sostenibile e crescita delle comunità. L’obiettivo della Regione Piemonte è compiere un passo ulteriore: trasformare le esperienze dei territori MAB in una rete regionale, partendo dalla conoscenza e dalla capacità di misurare caratteristiche, risorse, potenzialità e criticità.
Ricerca, innovazione e analisi dei dati diventano quindi strumenti fondamentali per passare dalla conoscenza alla strategia e dalla strategia all’azione. Biodiversità, acqua, paesaggio, agricoltura, cultura, turismo, innovazione ed economia vengono letti non come settori separati, ma come parti di una stessa visione costruita sulle specificità e sulle esigenze delle comunità.
La presenza delle Riserve della Biosfera su una porzione così significativa del territorio regionale offre al Piemonte la possibilità di sperimentare un modello nuovo. L’obiettivo è costruire una rete dei territori MAB come laboratori a cielo aperto, nei quali applicare un metodo comune di analisi, individuare obiettivi condivisi, sperimentare soluzioni innovative e misurarne concretamente gli effetti. Un percorso che coinvolga istituzioni, territori, università e ricerca, imprese, mondo agricolo e comunità locali e che consenta di mettere a disposizione della rete nazionale MaB metodi, strumenti e risultati. L’ambizione è fare del Piemonte un’esperienza di riferimento nazionale: non soltanto tutelare territori riconosciuti dall’UNESCO, ma utilizzare questo patrimonio come strumento di programmazione, innovazione e sviluppo, capace di generare nuove opportunità mantenendo al centro l’equilibrio tra uomo, ambiente ed economia.
«Occasioni come questa hanno un valore che va ben oltre la singola giornata di confronto: ci consentono – ha detto il presidente del Parco del Monviso, Marco Dastrù, nel ruolo di soggetto gestore della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Monviso – di mantenere alta l’attenzione sui temi ambientali, ma soprattutto di consolidare relazioni già esistenti e di costruirne di nuove. Intervenendo alla presentazione di questo appuntamento avevo parlato del programma MaB come di una sintesi e, soprattutto, di un’alleanza per il futuro tra uomo e ambiente. Quanto emerso oggi conferma pienamente questa convinzione: torniamo nei nostri territori con un patrimonio di conoscenze più ricco, nuovi stimoli e la consapevolezza che molte delle sfide che ci attendono possono essere affrontate soltanto insieme. I tavoli di lavoro hanno permesso di mettere a confronto esperienze, problematiche e buone pratiche che potranno tradursi in indicazioni concrete per il lavoro delle singole Riserve MaB e, più in generale, della rete piemontese. Per noi assume un significato particolare anche la possibilità di guardare al Po come a un elemento di continuità, capace di legare territori differenti lungo tutto il suo percorso e di creare un dialogo sempre più stretto con le altre Riserve MaB extraregione che il fiume incontra nel suo viaggio verso la foce.La Regione Piemonte ha dimostrato, anche attraverso l’impegno profuso insieme alla Fondazione Agrion nell’organizzazione di questo evento, una particolare attenzione all’ambiente, alla montagna e alle aree naturali. È una sensibilità importante, perché per provare davvero a costruire il futuro occorre superare logiche talvolta troppo ristrette e proseguire nel lavoro in rete. Torno volutamente sulla parola “alleanza”: non è soltanto una formula efficace, ma un metodo di lavoro. Mettere insieme competenze, territori ed esperienze significa raggiungere quella massa critica senza la quale anche le migliori intenzioni rischiano di restare isolate. Il progresso sostenibile è uno degli obiettivi fondamentali del riconoscimento MaB e dobbiamo continuare a muoverci in quella direzione con fiducia, ma anche con l’umiltà necessaria di fronte alla complessità dei fenomeni che abbiamo davanti. L’estate che abbiamo appena vissuto, con temperature particolarmente elevate, ci ha mostrato con chiarezza quali scenari potrebbero diventare sempre più frequenti. Agricoltura, turismo, biodiversità e qualità della vita delle comunità sono aspetti diversi di una stessa realtà e risentono tutti degli effetti del cambiamento climatico.Le Riserve MaB possono e devono quindi diventare sempre più luoghi nei quali elaborare insieme conoscenze ed esperienze da mettere anche a disposizione dei decisori pubblici. Salvaguardare le condizioni che hanno consentito di ottenere questi riconoscimenti è importante; ancora più importante è fare in modo che le comunità locali possano continuare a vivere, lavorare e costruire il proprio futuro all’interno di questi territori. Perché la tutela ambientale ha senso pieno quando riesce a tenere insieme natura e persone, conservazione e possibilità di futuro».
La mattinata degli Stati Generali ha messo direttamente a confronto le esperienze maturate nei territori MAB del Monviso, CollinaPo e Ticino Val Grande Verbano. La prima tavola rotonda è stata dedicata alle esperienze dei territori MAB UNESCO del Piemonte, mentre i successivi momenti di confronto hanno approfondito il rapporto tra ambiente, cultura e attività economiche e i grandi temi legati ad acqua, biodiversità, paesaggio e capitale naturale. Al centro, la capacità di costruire valore nei territori MAB, mettendo in relazione agricoltura, aree interne, imprese, ricerca, tutela ambientale e nuove opportunità economiche.
Nel pomeriggio il confronto è entrato nella sua fase più operativa attraverso tre tavoli di lavoro paralleli. “Territori produttivi” ha affrontato il ruolo dell’agricoltura, delle produzioni identitarie e delle nuove economie locali. “Territori da vivere” si è concentrato sul turismo esperienziale, sulla cultura e sul paesaggio come elementi di attrattività e qualità della vita. “Territori resilienti” ha approfondito biodiversità, innovazione e governance per costruire comunità capaci di affrontare le trasformazioni future. I risultati dei tavoli sono stati riportati in plenaria per individuare priorità e possibili linee di lavoro comuni.
Dalla giornata è emersa la volontà di trasformare gli Stati Generali nell’avvio di un percorso strutturato e continuativo, capace di tradurre gli obiettivi del programma MAB UNESCO in strategie, progetti e azioni concrete. L’obiettivo è costruire in Piemonte un laboratorio a cielo aperto nel quale istituzioni, territori, ricerca, imprese e comunità possano sviluppare e misurare nuovi modelli di sostenibilità, creando un equilibrio tra tutela del patrimonio naturale, qualità della vita e crescita economica e mettendo l’esperienza maturata a disposizione della rete nazionale dei territori MAB. La giornata si è conclusa con una visita esperienziale ai Giardini Botanici di Villa Taranto, raggiunti in piroscafo, per riportare sul territorio, attraverso il paesaggio e il patrimonio naturale del Lago Maggiore, i temi al centro degli Stati Generali.