50 - Una passione recente

"Da sempre sono stato attratto dal mondo della fotografia ma, soprattutto per pigrizia, non ho mai seguito un corso per imparare a destreggiarmi tra tempi di scatto, diaframmi e ISO.

Nel 2015, un carissimo amico con qualche conoscenza di avifauna ha insistito perché conoscessi una persona, un signore già avanti con gli anni che trascorreva diverse ore ogni giorno a fotografare gli uccelli, e proprio vicino a casa mia! E’ stato così che ho conosciuto Lino, un grande esperto di tutta la fauna alpina e dell’avifauna, colui che mi ha trasmesso le conoscenze e ha fatto crescere in me la passione per la fotografia naturalistica.

Ho subito acquistato la mia prima reflex e il mio primo teleobiettivo, uno zoom non troppo costoso con il quale ho iniziato a cimentarmi. Ho iniziato a leggere libri di grandi fotografi, a guardare sui social le foto di altri appassionati del genere, a fare domande sulle tecniche da usare e a pubblicare le mie prime immagini in cerca soprattutto di critiche e consigli, ben consapevole di essere lontano anni luce dal livello di tanti altri bravi fotografi. Contestualmente ho acquistato una buona guida per imparare a riconoscere gli uccelli.


Il picchio nero (Dryocopus martius) lo si può trovare sia in montagna sia in pianura. Fortunatamente è una specie in espansione. I suoi vecchi nidi sono spesso utilizzati da altre specie come la civetta capogrosso (Aegolius funereus)


Il codirossone (Monticola saxatilis) è un bellissimo passeriforme migratore che nidifica in alta montagna

Con il tempo ho imparato a riconoscere i canti di alcuni uccelli, a conoscere le abitudini e le stagionalità delle varie specie nonché i metodi per avvicinarli creando il minor disturbo possibile. Anche il mio approccio con la montagna è molto cambiato: presto molta più attenzione a qualsiasi piccolo rumore, cerco di cogliere ogni movimento intorno a me, anche il più piccolo e apparentemente insignificante, ascolto i canti e i richiami, mi concentro sulle impronte e sugli odori. Ma soprattutto mi muovo in modo discreto, consapevole di essere ospite in un ambiente che va contaminato il meno possibile.

E’ bello sapere che una marmotta grida in maniera differente a seconda che il pericolo arrivi da terra o dal cielo, oppure percepire l’arrivo di un rapace attraverso i richiami di pericolo emessi delle cinciallegre, o ancora riconoscere il verso del picchio nero, il canto del fagiano di monte o del re di quaglie.


Il crociere (Loxia curvirostra) vive in alta montagna nei boschi di conifere. Il suo becco molto particolare gli consente di estrarre dalle pigne i pinoli che rappresentano una parte fondamentale della sua dieta


La nocciolaia (Nucifraga caryocatactes) vive in stretta simbiosi con il Pino cembro. Si nutre prevalentemente dei pinoli contenuti nelle sue pigne e, grazie all’abitudine di creare delle scorte di cibo per l’inverno sotterrando una parte di essi, ricopre un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle cembrete. La si può incontrare facilmente nel bosco dell’Alevè in Val Varaita

Questa passione ti porta a macinare un sacco di chilometri, sia in auto che a piedi, a fare delle levatacce per essere sul posto alle prime luci dell’alba quando maggiori sono le possibilità di avvistare animali e di avere una buona luce a disposizione, a passare ore e ore fermo immobile sotto un telo o sdraiato dietro una roccia, magari con temperature estreme. Per non parlare di quante volte si torna a casa senza neanche una foto.


Due camosci si rincorrono su una pietraia vendendo proprio verso di me


Un capriolo maschio fiuta l’aria proprio verso la mia direzione percependo la mia presenza


Un grosso branco di cervi composto da femmine e giovani maschi


Una splendida volpe rossa ritratta alle prime luci di una freddissima mattina

Ma è proprio questo ciò che mi affascina della fotografia naturalistica, almeno per come la concepisco io: l’assoluta imprevedibilità.

Perché per quanto ti sforzi di studiare al meglio l’ambiente intorno a te, cerchi di posizionarti per avere una luce favorevole o provi a confonderti con il paesaggio, non potrai mai avere la certezza che quel cervo passerà proprio in quel punto preciso o che quell’uccellino andrà a posarsi proprio su quel ramo.

Con le mie foto cerco di trasmettere emozioni, le stesse che provo io nel momento in cui realizzo lo scatto. Cerco di far trasparire l’amore e il rispetto che ho verso la natura e verso gli animali.

Più di una volta mi sono sentito ripetere da amici e conoscenti che prima di vedere le mie foto non immaginavano che intorno a noi vivessero così tante varietà di uccelli. Quelli che prima per molti erano tutti passerotti ora invece sono Fringuelli, Capinere, Frosoni ecc…



L’assoluta imprevedibilità: due cuccioli di Ermellino si affacciano dalla loro tana

Nel maggio del 2017 l’incontro più emozionante di questi anni. Quella mattina decisi di fare una passeggiata in montagna nella speranza di avvistare qualche animale e di riuscire magari a scattare qualche bella foto. Erano circa le 9.00 di mattina e stavo ripercorrendo a piedi la strada sterrata per tornare all’auto, senza peraltro avere visto niente, almeno fino a quel momento. Nei pressi di una curva, nell’assoluto silenzio che mi circondava, ho colto un piccolo rumore di sassolini e immediatamente si è materializzato davanti a me uno splendido lupo: stava percorrendo la mia stessa strada ma in senso contrario al mio. C’è stato un brevissimo scambio di sguardi a non più di 10 metri di distanza. In lui ho potuto cogliere lo smarrimento e il terrore. Io ho avuto una scarica di adrenalina incredibile. Immediatamente ha invertito la sua direzione di marcia ed ha iniziato a fuggire con la coda tra le gambe, fermandosi ogni tanto per controllare i miei movimenti.





Un momento unico e che resterà indelebile nella mia memoria, un sogno che si realizzava. Questo episodio ha contribuito a far crescere in me ancora di più la voglia di vivere la montagna e di conoscerne meglio tutti i suoi abitanti".


Testi e foto di Mauro Gialdini

Mauro Gialdini, classe 1965, è uno dei fotografi amatoriali più conosciuti nel mondo dei social, anche se “pur consultandoli molto, non mi considero molto "social". Pubblico alcune delle mie foto solamente sulla mia pagina Facebook e su Instagram (#gialdinimauro)”.
Abita da oltre una ventina d’anni “in un piccolo paese della provincia, Piobesi torinese".
Nella vita si occupa di investimenti nel settore finanziario e nel tempo libero, come ci ha raccontato, si dedica alla fotografia ed in particolare di quella naturalistica.
“Oltre la fotografia e la natura in tutti i suoi aspetti, amo viaggiare: con mia moglie abbiamo visitato parecchi paesi del mondo, dall'Asia al Sudamerica. Ma è l'Africa, con i suoi grandi spazi, ad occupare un posto speciale nel mio cuore. Per fotografare gli animali non mi avvalgo di Reflex e lenti particolarmente costose. Cerco di utilizzare al meglio quello di cui dispongo, consapevole che non è l'attrezzatura a rendere più o meno bravo un fotografo”.


In copertina la foto di una civetta nana (Glaucidium passerinum)

Ultimo aggiornamento: 12/10/2020 19:53
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