Progetti sperimentali, il "cattura plastica"

Un team composto da guardiaparco e dalla squadra tecnica del Parco del Monviso - nel corso del 2019 - ha autoprodotto un dispositivo di “cattura” in grado di intercettare i rifiuti plastici che vengono trasportati dalle acque. Sperimentato nella rete irrigua comunale di Revello, diventerà una “buona pratica” replicabile e un argomento di studio per le scuole.

Nel 2018 nella sola provincia di Cuneo sono state prodotte oltre 18mila tonnellate di rifiuti di plastica: partendo da questo dato il Parco del Monviso - negli scorsi mesi - ha avviato un progetto sperimentale di recupero ambientale per limitare l’inquinamento da plastica nel fiume Po.
I guardiaparco e alcuni tecnici del Parco del Monviso hanno autoprodotto il prototipo un dispositivo di “cattura” in grado di intercettare i rifiuti plastici che vengono trasportati dalle acque.
«Il dispositivo mobile – spiega il guardiaparco Fabio Santo, referente dell’iniziativa – è alto un metro con maglie di 5x5 cm, realizzato in modo da garantire l’opportuna resistenza, ma al contempo elasticità al sistema».
In fase sperimentale, un prototipo di questo dispositivo è stato installato allo sbocco di una delle diramazioni del “Bedale di Revello”, uno dei maggiori corsi idrici che contribuiscono all'inquinamento da plastica del fiume Po nell’area saluzzese, creando una situazione di profondo degrado proprio all’interno della Riserva Naturale/ZSC “Confluenza Po/Bronda”.
In circa tre settimane di sperimentazione, durante il periodo estivo, il sistema “cattura plastica” ha consentito di evitare lo scarico nelle acque del Po di circa 0,5/0,7 metri cubi di rifiuti, in prevalenza materiale plastico, senza – peraltro – costituire un intralcio al passaggio dei pesci presenti nel corso idrico.
Il progetto ora continuerà anche con fini statistici e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema dell’inquinamento da plastica, diventando un caso di studio e una “buona pratica dimostrativa”, fornendo dati dei rifiuti raccolti che potranno essere utilmente impiegati per il contrasto del fenomeno del loro abbandono.
«La gestione e la raccolta dei dati forniti da questa ingegnosa struttura potranno essere oggetto di specifiche attività di educazione ambientale con le scuole del territorio. Il tema del consapevole utilizzo e recupero della plastica rientra infatti tra i progetti didattici che verranno proposti nel prossimo anno scolastico. A settembre proporremo - nel rispetto delle normative Covid-19 - anche un corso di aggiornamento rivolto agli insegnanti su questa importante problematica» commenta Mario De Casa, responsabile del Servizio Promozione del Parco del Monviso.

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