L'Aurinia

Le farfalle sono sicuramente tra le creature più belle e aggraziate del pianeta, colorate, fragili e circondate sempre da una sorta di aura magica; tante foto, quadri, disegni e racconti contengono queste creaturine delicate, quasi effimere. Eppure nonostante questa loro delicatezza sono creature essenziali per il nostro ecosistema.

La comunità scientifica è unanime nel considerare le farfalle uno strumento utile per ottenere informazioni inerenti la qualità ambientale di un territorio; la loro importanza all’interno degli ecosistemi va dall’impollinazione, al controllo dei parassiti, all’essere una fonte importante di cibo per i predatori. Dal momento che la conoscenza del patrimonio naturalistico presente sul territorio è indispensabile, per poterlo tutelare e valorizzare nel modo più corretto ecco che vi presento Euphydryas aurinia, una farfalla piuttosto vistosa, dallo spiccato colore arancione delle ali alternato ad aree più chiare e a disegni trasversali formanti un reticolo, mentre nelle ali posteriori si trovano una serie di punteggiature nere.
Maschi e femmine sono molto simili nella livrea, ma queste ultime sono solitamente di taglia più grande e hanno addome più tozzo.
In Piemonte la specie è localizzata in alcuni siti di pianura, dove frequenta ambienti prativi umidi, nonché lungo l’arco alpino, dove può arrivare a 2800 m di altitudine in praterie montane.
In pianura gli adulti volano tra metà aprile e maggio, mentre più in quota s’incontrano da giugno ai primi di luglio.



E. aurinia depone le uova ammassate sul lato inferiore delle foglie delle piante nutrici che a seconda dell’ambiente in cui vive sono diverse: nelle zone montane protette dal Parco le troviamo su Genziana (Gentiana acaulis), nei siti di pianura su Succisa pratensis. In principio le uova sono gialle ma diventano brune gradualmente, fino alla schiusa. Le larve, di colore nerastro e dotate di tubercoli spinosi molto evidenti vivono inizialmente in un nido di seta, dove avvolte in esso superano l’inverno, poi crescendo la primavera successiva diventano solitarie e si impupano direttamente sulla pianta nutrice. Nelle zone montane le larve possono svernare due volte prima di completare il loro ciclo.



Le popolazioni di pianura di E.aurinia risultano altamente frammentate, isolate e in continuo decremento demografico. Soffrono del deterioramento dell'habitat e dell’eccessivo sviluppo agricolo degli ultimi decenni: il sovrapascolo, l'intensificazione delle pratiche agricole e il drenaggio delle acque sono dannose per questa specie, con conseguente declino delle popolazioni. Per queste ragioni essa è valutata Vulnerabile (VU) e sono state messe a punto delle misure gestionali atte alla conservazione e alla sua tutela.


Testi a cura di Anna Cesano, immagini di Marco Bonifacino
Zoolab - Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi - Università degli Studi di Torino

Ultimo aggiornamento: 25/09/2020 09:00