22 - Timo serpillo: profumo di limone e di storie incredibili dalla natura

Portiamoci avanti, virtualmente a metà estate...
Chiunque frequenti la montagna è in grado di riconoscere le pianticelle del timo selvatico: le foglie piccole ellittiche sono opposte, i fusti striscianti hanno la consistenza di rametti e i fiori rosa-viola sono riuniti in gruppi globosi.
Da sempre chi vive in montagna ne fa utilizzo, seccando fiori e foglie durante la stagione estiva, per poi ritrovarne gusto e aroma in cucina o per qualche rimedio naturale.
Nelle foglie di queste piante, definite “balsamiche”, sono contenuti preziosi olii che si sprigionano ogni qual volta le foglie vengono sollecitate (strofinate o poste a contatto con il calore). Il timo serpillo (in lingua piemontese: serpil, serpun, serpul, pulin, limunin), il cui profumo ricorda quello del limone, è noto anche per la preparazione del rinomato liquore Serpul. Infuso in tisana serve inoltre per la cura delle affezioni da raffreddamento, poiché possiede proprietà antibatteriche, antifebbrili, espettoranti.


Il timo non è solo prezioso per la specie umana. Molti animali infatti trovano in questo vegetale il loro cibo preferito: la pianta è mellifica (viene bottinata dalle api) e taluni insetti ne fanno una vera e propria ragione di vita.

Avete mai sentito parlare della Maculinea del timo?
Si tratta di una farfalla grande circa 4 cm, di un meraviglioso colore blu. Questo piccolo lepidottero è protetto da leggi europee (Direttiva Habitat) poiché in tutta Europa ha conosciuto un forte declino e si è temuto per la sua estinzione, dovuta al fatto che lega la sua dipendenza ad una certa specie di formica (genere Myrmica), unitamente al mutamento delle condizioni ambientali e al collezionismo sfrenato responsabile per buona parte della sua diminuzione.

Il ciclo biologico di Maculinea del timo è assai complicato: le uova vengono deposte sulle piantine di timo (pianta nutrice) e, inizialmente, le minuscole larve si sviluppano nutrendosi esclusivamente di esso. Ma il potere nutritivo del timo non è sufficiente per la loro crescita, così le larve perdono interesse per questo cibo e si lasciano cadere a terra per esplorare il territorio. Da questo momento assumono l’odore delle formiche del genere Myrmica, secernendo al tempo stesso sostanze zuccherine.
Le operaie delle formiche, credendo di avere ritrovato larve disperse della propria colonia, e attratte dal sapore dolce, le trasportano all’interno del formicaio ed iniziano ad accudirle (è la medesima strategia del cuculo). Qui le larve delle farfalle cominciano a nutrirsi delle larve delle formiche (diventano predatrici) e si assicurano cibo, cure e ospitalità continuando a produrre in cambio sostanze zuccherine. Le larve di Maculinea si accrescono e, una volta ultimato il loro sviluppo, sfarfallano. Solo allora le formiche le individuano come estranee alla colonia e le attaccano, ma a quel punto le farfalle sgusciano velocissime dalle gallerie del formicaio senza riportare conseguenze.


La Maculinea arion è presente nel Parco del Monviso e normalmente nel mese di giugno ne sono stati osservarvati - dai nostri guardiaparco - alcuni individui nell’ambito di un monitoraggio ai lepidotteri. "Da allora per me l’aroma del timo non evoca più unicamente il profumo dei prati di montagna, ma l’incredibile storia di questa rara farfalla blu" ci racconta un collega.


Phengaris (Maculinea) arion
Famiglia: Lycaenidae
Oligofaga: si nutre di vari generi di piante appartenenti alla stessa famiglia:Timo spp e Origano spp
Mimercofilia: simbiosi con le formiche appartenenti al genere Myrmica sabuleti e M. scabrinadis.Ogni formicaio può ospitare da 1-4 larve. Servono in media 500 nidi per garantire la sopravvivenza di una popolazione minima.
Dimensione: diagonale dell’ala da 16 - 22 mm
Habitat: Aree aperte, pascoli, radure, prati, ricchi di fiori e formicai; margini soleggiati di bosco. Dal fondovalle a 2300 metri s.l.m.
Periodo di volo: da metà giugno a metà agosto
Stato di conservazione:
IUCN globale:NT - quasi minacciata
IUCN Italia:
Lc - minor preoccupazione
Convenzione di Berna: Allegat II - specie di fauna rigorosamente protetta

La "nostra farfalla" figura nell’Allegato IV della direttiva 92/43/CEE (direttiva "habitat"), relativo alle specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa. E’ protetta in Belgio, Germania, Gran Bretagna dove è scomparsa nel 1979 venendo reintrodotta successivamente con esemplari svedesi. Purtroppo risulta estinta in Olanda.

La distribuzione nel mondo della Phengaris (Maculinea) arion

Ultimo aggiornamento: 04/04/2020 21:06
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