Gli uccelli che scavano il nido

Sembra incredibile, ma nel complesso e ricco mondo degli uccelli se ne vedono proprio di tutti i colori. Questa volta però non vi parleremo di sgargianti piumaggi o di appariscenti livree nuziali. Vogliamo raccontarvi invece del curioso comportamento di alcune specie che nidificano nelle nostre regioni e che costruiscono un nido con una tecnica insolita per gli uccelli: scavare nel terreno. Tutti conoscono le doti dei picchi, abili intagliatori del legno e capaci di costruire il proprio nido all’interno di tronchi morti o senescenti. Sono invece pressoché sconosciute al grande pubblico altre specie che creano il proprio nido scavando gallerie nella sabbia e nell’argilla.


Figura 1 - nidi di Topino su parete argillosa

Nella nostra regione sono note tre specie con questo caratteristico comportamento: il gruccione, il topino e il martin pescatore.
Si tratta di animali con abitudini assai differenti e senza alcun legame di parentela. Il loro comportamento riproduttivo, sebbene presenti evidenti similitudini, si è evoluto separatamente e rappresenta un tipico esempio di “convergenza evolutiva”(1).
Il Martin pescatore ad esempio, ha una dieta prevalentemente basata su piccoli pesci e anfibi che cattura, grazie al becco lungo e robusto, tuffandosi in acqua. Si tratta di una specie presente tutto l’anno nelle nostre regioni e che cerca pareti verticali di argilla e sabbia, riparate dalla vegetazione, lungo le sponde fluviali in erosione o nei pressi di laghetti e paludi.


Figura 2 - lo spettacolare piumaggio iridescente del Martin pescatore

Gruccione e topino sono invece uccelli migratori a lungo raggio. Giungono da noi tra la fine di aprile e l’inizio di maggio e ricercano i medesimi ambienti in cui nidifica il martin pescatore ma con una netta predilezione per le aree ben esposte al sole e prive di vegetazione. Gli ambienti ideali sono le sponde fluviali in erosione e, paradossalmente, le aree di scavo attive che ricreano ambienti assai simili a quelli naturali.


Figura 3 - Cave Fontane - Faule

Questo comportamento è la principale ragione per cui queste specie sono particolarmente frequenti nelle cave di inerti presenti lungo l’asta fluviale del Po, dove i lavori di movimentazione di terra ricreano le condizioni ideali e simili agli ambienti naturali in erosione.
Sia topino che gruccione hanno poi una dieta insettivora ma, mentre il primo si ciba di prede di piccole dimensioni, il secondo cattura insetti di dimensioni maggiori come le api e le libellule.

Figura 4 - Topini alla ricerca di un sito idoneo per la nidificazione

Il Topino appartiene alla famiglia delle rondini (Hirundinidae) e a differenza delle altre specie presenti in italia, non ama anfratti rocciosi o sottotetti (rondoni e rondine montana) e non costruisce nemmeno il nido con fango e altri materiali (Balestruccio e rondine comune). Il suo adattamento è tipico degli ambienti fluviali ed è per questa ragione che Linneo scelse per lui un nome scientifico decisamente efficace: Riparia riparia, proprio per sottolineare la peculiarità nella scelta dell’habitat rispetto ai suoi parenti forse più noti a chi vive in città e nelle campagne.
Come il Topino, anche il Gruccione compie un lungo viaggio migratorio all’inizio della primavera, per raggiungere i suoi quartieri di nidificazione europei. Il viaggio inizia nell’Africa equatoriale e richiede uno sforzo enorme per superare pericoli e avversità di ogni tipo, non ultimo, l’attraversamento del Mare Mediterraneo.


Figura 5 - gruccioni nei pressi del loro nido

Entrambe le specie sono obbligate a compiere ogni anno questi lunghi tragitti. Trattandosi di animali dalla dieta strettamente insettivora, non sarebbero infatti in grado di affrontare il periodo freddo dell’Europa. Le basse temperature e l’assenza di insetti da predare (anch’essi legati alle stagioni miti) costringono questi uccelli a migrazioni di massa verso regioni più calde e ricche di prede, luoghi che trovano solo nelle regioni equatoriali.

Figura 6 - areali distributivi di Martin pescatore, Gruccione e Topino

Molti topini e gruccioni si sono già messi in viaggio verso la fine di agosto e molti individui che hanno nidificato presso siti orientali o settentrionali dell’Europa, proprio in questi giorni possono essere osservati in transito sulle nostre regioni. Passerà un altro anno prima di poterli ammirare nuovamente, sperando che nulla cambi in entrambi i luoghi che li accolgono in inverno e in primavera.
Spetta a tutti noi preservare quelle aree naturali tanto preziose per la conservazione di queste specie così esigenti e dal comportamento tanto curioso. Il Parco del Monviso monitora i siti di nidificazione noti e, di comune accordo con i gestori di cave presso le quali si trovano importanti colonie di questi uccelli, attua progetti e interventi volti a tutelarne la conservazione. Buone osservazioni di fine estate!

(1) per adattarsi alle medesime condizioni ambientali, animali diversi attuano le medesime strategie e sviluppano spesso adattamenti morfologici analoghi (es. le ali degli uccelli e quella degli insetti non sono la stessa cosa ma svolgono la medesima funzione)

Articolo di Roberto Ostellino

Foto
1- Nidi di topino su parete argillosa – Roberto Ostellino
2- Lo spettacolare piumaggio iridescente del Martin pescatore. – Von Joefrei - Eigenes Werk, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40585845
3- Cava Fontane – Faule – Renzo Ribetto
4- Topini alla ricerca di un sito idoneo per la nidificazione – Mara Calvini
5- Gruccioni nei pressi del loro nido – Luca Valente
6- Areali di Martin pescatore, Gruccione e Topino
Areale Matin Pescatore - Von Devil m25, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4605000
Areale Topino - Cephas [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)] - https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/51/Riparia_riparia_map.svg
Areale gruccione - Di Netzach - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44847450

Ultimo aggiornameto: 09/09/2019 10:08