La Salamandra di Lanza
 
La Salamandra nera di Lanza è un anfibio tipico del Parco del Po Cuneese.
Scoperta soltanto nel 1988 da Nascetti, Andreone e altri, differisce morfologicamente dalla Salamandra atra, con la quale è stata a lungo confusa.
Differisce per la lunghezza, superiore di 3 centimetri, per la testa, più larga ed appiattita, e per la coda, più arrotondata in punta.
 
 
L'ambiente della Salamandra di Lanza si estende in una fascia altitudinale che va dai 1300 ai 2800 metri. L'areale comprende le zone limitrofe al massiccio del Monviso, spingendosi sino alle alte Valli Pellice e Germanasca e, in Francia, Vallée du Guil.
 
Il luogo simbolo di presenza della Salamandra di Lanza è Pian del Re ed in particolare l'omonima torbiera, prossima alle sorgenti del Po.
In questo sito si valutano circa 500 individui per ettaro.
 
La Salamandra di Lanza è un anfibio viviparo. Le femmine partoriscono da 1 a 5 piccoli, perfettamente formati ed adatti alla vita terrestre senza necessità di un periodo di sviluppo in acqua. La gestazione dura da 2 a 3 anni.
 
Nel periodo degli amori, allo scioglimento delle nevi e comunque non prima del mese di giugno, è possibile scorgere individui impegnati in complicate danze, rituali e anche lotte per stabilire una sorta di supremazia.
 
E' un animale prevalentemente notturno. Soltanto in occasione di piogge o comunque di forte umidità, in presenza di nebbia, la Salamandra di Lanza esce dai propri rifugi anche durante il giorno.
 
Questo anfibio urodelo si nutre di insetti e piccoli invertebrati. L'habitat ideale è costituito da praterie alpine con rocce ricche di fessurazioni ed anfratti o depositi morenici grossolani.
 
Con l'accorciarsi delle giornate e l'avvicinarsi dell'autunno, la Salamandra di Lanza si prepara ai lunghi mesi di letargo che trascorrerà in profondità nel sottosuolo.
 
 


Sotto la spessa coltre di neve che nasconde anche le Sorgenti del Po, le Salamandre nere di Lanza superano il lungo inverno alpino.
 


Torneranno alla luce in primavera, per il piacer nostro di scoprirle ed osservarle, e per tramandare la loro specie.
 
Un po' d'attenzione ed un po' di rispetto saranno importanti, la prossima primavera, ad evitare che molte Salamandre vengano calpestate.
Perché l'uomo, per le Salamandre nere di Lanza, è il più temibile "predatore".
 
di renzo ribetto - parco del po cuneese
 
 

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