REGOLE NEL PARCO
 


APPROFONDIMENTI
 

QUANDO ENTRIAMO IN GROTTA

Nel Comune di Crissolo, all'interno del Parco del Po Cuneese, si trova  a 530 metri di quota all'interno di una bella lariceta, si trova la Grotta di Rio Martino, nota già dal XVII secolo e da sempre meta di studiosi e turisti. Per accedere al primo tratto della grotta, l'unico percorribile senza particolari tecniche speleologiche è importante seguire alcune regole fondamentali per la conservazione del delicato ambiente ipogeo.

Non abbandoniamo rifiuti di nessun genere, bottiglie e lattine diventano trappole mortali per i piccoli animali della grotta.
Non tocchiamo le concrezioni,
possiamo alterarne la crescita e soprattutto non asportiamole: hanno impiegato millenni per diventare così belle, lasciamole ai visitatori del futuro.
Non usiamo mai le torce a vento
, per non sporcare le pareti della grotta con la fuliggine.
Portiamo sempre con noi le pile scariche
, anche una sola batteria può corrodere le concrezioni ed inquinare la'cqua che magari domani berremo.
Non usiamo la roccia come un album da disegno
, i nostri graffiti deturpano inutilmente questo affascinante ambiente.
Usiamo una lampada al carburo? Non abbandoniamo in grotta la polvere esaurita
. provoca la morte di qualunque forma vivente e, con l'andare del tempo di cementa per sempre.
Se in grotta vediamo i pipistrelli
, non avviciniamoci con la lampada ad acetilene, non tocchiamoli, non illuminiamoli direttamente e non fotografiamoli, tratteniamoci vicino a loro il più breve tempo possibile. Se si svegliassero improvvisamente durante il letargo potrebbero consumare troppa energia e non sopravvivere fino alla successiva primavera.

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I CAMPER E IL CODICE DELLA STRADA

Le norme del Codice della Strada che riguardano i camper sono sostanzialmente contenute nell’articolo 185, dedicato a “Circolazione e sosta delle autocaravan”. Comprende non molte indicazioni ma essenziali, valide ovviamente per tutti i tratti stradali all’interno del Parco.

Lo riportiamo integralmente nei suoi otto commi:

  1. I veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lettera m), ai fini della circolazione stradale in genere ed agli effetti dei divieti e limitazioni previsti negli articoli 6 e 7, sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli.
  2. La sosta delle autocaravan, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento e simili se l’autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l’ingombro proprio dell’autoveicolo medesimo.
  3. Nel caso di sosta o parcheggio a pagamento, alle autocaravan si applicano tariffe maggiorate del 50% rispetto a quelle praticate per le autovetture in analoghi parcheggi della zona.
  4. E’ vietato lo scarico dei residui organici e delle acque chiare e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario.
  5. Il divieto di cui al comma 4 è esteso anche agli altri autoveicoli dotati di appositi impianti interni di raccolta.
  6. Chiunque viola le disposizioni dei commi 4 e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 71,05 a euro 286,38.
  7. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per la realizzazione, lungo le strade e autostrade, nelle aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle autocaravan e nei campeggi, di impianti igienico-sanitari atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride, raccolti negli appositi impianti interni di detti veicoli, le tariffe per l’uso degli impianti igienico-sanitari, nonché i criteri per l’istituzione da parte dei comuni di analoghe aree attrezzate nell’ambito dei rispettivi territori e l’apposito segnale stradale col quale deve essere indicato ogni impianto.
  8. Con decreto del ministro della Sanità, di concerto con il ministro dell’Ambiente, sono determinate le caratteristiche dei liquidi e delle sostanze chimiche impiegati nel trattamento dei residui organici e delle acque chiare e luride fatti defluire negli impianti igienico-sanitari di cui al comma 4.
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IN MONTAGNA SICURI

L’estate è la stagione in cui forse meglio si può apprezzare la bellezza della montagna, godere dei suoi silenzi, ammirare spazi, forme, colori, annusare il profumo della natura. Ma la montagna può essere al tempo stesso amica e perfida matrigna. L’importante è rispettarla e non sottovalutarla mai. Anche una semplice escursione in quota deve essere affrontata mettendo in primo luogo la sicurezza. Ecco allora alcune semplici regole, il cui rispetto, può evitare piccoli o grandi incidenti. E buona passeggiata

Chi si appresta a fare una gita in montagna durante il periodo estivo deve rispettare alcune regole fondamentali :

- Il giorno precedente a quello dell’escursione, pianificare nel dettaglio il percorso prescelto
- Acquisire informazioni sulle condizioni meteorologiche, tenendo presente che, se si prevede instabilità del tempo, è possibile anche rinunciare alla gita.
- Curare con attenzione la preparazione dell’abbigliamento (giacca a vento, occhiali da sole, cappello, maglione, scarpe da trekking), scegliendo preferibilmente un abbigliamento a “cipolla”, ovvero multistrato, in modo da sopportare caldo o freddo senza problemi. Nello zaino portare tutti i viveri necessari, ma soprattutto zuccheri, acqua (in borraccia o bottiglia di plastica, senza MAI abbandonare rifiuti), e per quanto riguarda le attrezzature, un Altimetro-Barometro, una cartina della zona, preferibilmente in scala 1:25.000, ed una bussola.
- Nella pianificazione della gita bisogna programmare bene i tempi di cammino in relazione alle Effemeridi (ora dell’alba e del tramonto) per evitare di essere sorpresi dal buio.
- Arrivati sul posto, la mattina in cui è prevista l’escursione, potete informarvi al Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato più vicino sulle condizioni climatiche della giornata. In questo periodo è fondamentale osservare l’evoluzione del tempo (ad agosto e settembre le condizioni meteo cambiano in modo repentino, così, dopo una mattina soleggiata, possono arrivare ugualmente vento forte, temporali e fulmini). Informatevi anche sulle difficoltà presenti sul percorso e i possibili rifugi o bivacchi. E’ molto importante informare i propri familiari o comunque dei conoscenti, sull’itinerario prescelto per l’escursione. E’ consigliabile farsi accompagnare, se è possibile, da una guida esperta (guide alpine, o comunque da personale che conosca il territorio).
- In caso di temporale improvviso è meglio evitare vette, zone aperte, zone esposte ai venti, ed evitare di sostare lungo i fossi i ghiaioni, sotto ai piedi di pareti rocciose, di alberi isolati, sull’uscio di rifugi o di grotte.

In caso di necessità contattare il numero verde 1515 di pronto intervento del Corpo forestale dello Stato.
(dal sito www.newslettercorpoforestale.it)

 
 

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