Il Parco del Monviso tra i "Patrimoni naturali per lo sviluppo"

È stato presentato oggi lunedì 9 luglio, presso lo Spazio Incontri della Fondazione CRC di Cuneo, 'Patrimoni naturali per lo sviluppo. I Parchi della provincia di Cuneo', trentaquattresimo numero de 'I Quaderni della Fondazione CRC'.
Il lavoro, che analizza la situazione dei tre parchi della provincia l’Ente di Gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime, l’Ente di Gestione delle Aree protette del Monviso, il Parco fluviale Gesso e Stura , è stato realizzato dalla Fondazione CRC in collaborazione con Associazione Dislivelli e DMO Piemonte e si pone l’obiettivo di restituire una fotografia delle progettualità e delle attività del territorio che, a seguito della recente riorganizzazione regionale, coinvolgono i parchi attraverso gli enti di gestione. L’intento è quello, da un lato, di far emergere i punti di forza e le buone pratiche così come le maggiori debolezze e criticità; dall’altro lato, di indagare più nel dettaglio il rapporto tra il parco e la comunità locale, con un necessario approfondimento sul binomio 'parchi e turismo'.
Le aree protette, che coprono circa il 15% dell’intera superficie provinciale, e ospitano circa un quarto degli abitanti della stessa provincia, sono zone dove convivono dinamiche fortemente eterogenee ma che rivestono un grande interesse in termini di innovazione economica e di fruizione turistica. Proprio la fruizione turistica delle aree protette è stata oggetto di un articolato focus all’interno di questa ricerca, andando a valutare anche l’attuale livello di soddisfazione del pubblico per offrire un quadro utile all’impostazione di strategie future di ulteriore valorizzazione e promozione.

Nell’ambito della presentazione, sono intervenuti Massimo Grisoli, Direttore delle Aree protette del Monviso, e il consigliere Riccardo Ambrogio.
Il consigliere Riccardo Ambrogio ha portato i saluti del presidente Gianfranco Marengo, impossibilitato a partecipare ma che ha voluto 'ringraziare il Presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta e tutti i suoi collaboratori per aver voluto indagare, con l’aiuto prezioso di autorevoli esperti, il ruolo che i Parchi della Provincia di Cuneo possono avere nello sviluppo socio-economico del territorio. Si dimostra ancora una volta la capacità della Fondazione CRC di individuare con lungimiranza temi emergenti ed offrire spunti ed approfondimenti su cui costruire progettualità' e sottolineare come 'il Parco del Monviso ha coltivato sin dalla sua istituzione il tema dell’identità e del senso di appartenenza: per questo abbiamo con forza intrapreso azioni rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, ai giovani ed al variegato mondo delle associazioni di volontariato'.
Il saluto del presidente si è chiuso 'con l’auspicio che gli Enti Parco sempre di più riescano ad essere il tessuto connettivo che lega e connette i soggetti che operano nel territorio di riferimento, portando le proprie specificità e competenze'.
Il direttore Massimo Grisoli ha tratteggiato le principali attività del parco volte a rafforzare il senso di identità ed appartenenza delle popolazioni locali, evidenziando le relazioni con numerosi attori territoriali e diversi centri universitari, a dimostrazione di come la rete in costruzione sia rivolta verso lo studio e verso la promozione. Il direttore ha inoltre sottolineato un aspetto particolarmente significativo, quello del rapporto del parco e delle aree naturali protette con i giovani, ricordando che proprio oggi parte il primo MaB Unesco Monviso Youth Camp, campo naturalistico nella Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso destinato a giovani ragazzi italiani e francesi di età compresa tra i 15 e i 19 anni.

In conclusione, e in seguito agli altri interventi previsti dal programma, ha preso la parole l’Assessore regionale Alberto Valmaggia, che ha rimarcato l’azione del Parco del Monviso in termini di buone prassi per il turismo sostenibile e l’ambiente: Monviso e Buco di Viso, due valori assoluti di natura e storia all’interno del territorio del parco, sono infatti scenari intorno ai quali si sviluppa il Giro del Monviso, esemplare anello di trekking in montagna che richiama ogni anno più di 30.000 escursionisti.

I dati del nostro parco riportati sul quaderno della Fondazione CRC
Parco del Monviso: struttura, evoluzione e organizzazione
L’assetto odierno del Parco del Monviso (8.344 ha), istituito nel gennaio 2016 con la Legge regionale57, prevede un’area che si estende attorno al Monviso, a cavallo fra la Valle Po e la Valle Varaita, e una serie di aree protette lungo l’asta fluviale del Po. L’Ente di gestione delle Aree protette del Monviso, oltre al Parco del Monviso, gestisce sette aree classificate 'riserva naturale': Grotta di Rio Martino, Confluenza Po-Bronda, Paesana, Paracollo, Fontane, Confluenza Po-Pellice e Confluenza Po-Varaita. A queste aree si aggiungono, con delega emanata dalla Regione Piemonte nel dicembre 2017, le riserve naturali del Bosco del Merlino e del Parco di Racconigi e boschi lungo il torrente Maira e il Sito di Importanza Comunitario (SIC) Gruppo del Monviso e Bosco dell’Alevé. Il Parco presenta, quindi, due importanti aree: la prima riconducibile al gruppo del Monviso, l’altra alle aree naturali presenti lungo l’asta del Po nel tratto cuneese; quest’ultima, peraltro, è stata oggetto, negli ultimi anni, di rilevanti modifiche in termini gestionali e relative forme di tutela e salvaguardia, con l’Ente di gestione delle Aree protette del Monviso che, di fatto, è subentrato all’Ente di gestione delle Aree protette del Po cuneese. Il tratto cuneese costituisce il primo segmento del Parco del Po e comprende la parte montana del fiume e il primo tratto di percorso in pianura. Il fiume nasce dal sistema di laghi e torbiere d’alta quota del Gruppo del Monviso e la sorgente viene storicamente individuata al Pian del Re, nel comune di Crissolo, a 2.020 metri di quota. Il passaggio tra ambienti montani e di pianura fa sì che il Po attraversi nel suo percorso sul territorio cuneese una grande quantità di habitat naturali diversi, che offro- no un panorama vario e articolato, sia per il patrimonio faunistico, sia per la flora. Il Parco del Monviso, che, dunque, tutela e gestisce le aree di maggiore pregio ambientale dell’ecosistema fluviale del Po (riserve naturali precedentemente elencate), rientra all’interno della Biosfera UNESCO transfrontaliera del Monviso. L’Ente è, inoltre, il gestore della Riserva MAB Monviso.

I comuni
I comuni facenti parte del Parco sono: Casalgrasso, Casteldelfino, Crissolo, Faule, Oncino, Paesana, Polonghera, Pontechianale, Revello, Saluzzo e, in città metropolitana di Torino, i comuni di Pancalieri e Villafranca Pie- monte. Vi sono, inoltre, alcuni comuni che ricadevano nell’area del Parco fino all’attuazione delle modifiche normative e gestionali introdotte dalla riforma regionale58, la quale ha sostituito con aree contigue le aree di salvaguardia presenti nei vari comuni, che sono stati, quindi, esclusi dal Parco, fatta eccezione per quelle realtà in cui ricadevano le singole riserve naturali. I comuni in tale circostanza sono: Barge, Cardè, Envie, Gambasca, Martiniana Po, Moretta, Ostana, Rifreddo e Sanfront, ma in questa fase di ridefinizione alcuni di questi hanno manifestato l’intenzione di aderire nuovamente al Parco del Monviso.

Ente di gestione
Gli organi istituzionali del parco sono: il presidente, il vicepresidente, il consiglio e la comunità delle aree protette, composta dai sindaci dei comuni in area parco, dalla città metropolitana, dal presidente della Provincia di Cu- neo e dai presidenti delle unioni montane. Il personale, che fa capo al direttore, si suddivide in un’area di attività tecnica, una di attività amministrativa e una di attività di promozione, per un totale di 18 dipendenti.

Le risorse e i progetti
Anche per quanto riguarda i progetti dell’Ente di gestione delle Aree protette del Monviso si fa riferimento alla presente program-mazione 2014- 2020 e alla passata 2007-2013. Di seguito vengono, infatti, approfonditi i finanziamenti europei di cui l’Ente ha be-neficiato (in particolar modo fondi strutturali, inclusi i Piani di Sviluppo Rurale), per fornire un quadro riassuntivo della program-mazione dell’ultimo decennio, facente capo per la passata programmazione all’attività dell’ex Ente di gestione del sistema delle Aree protette della fascia fluviale del Po-tratto cuneese. Dall’analisi della progettualità occorre sottolineare che l’Ente di gestione delle Aree protette del Monviso, nella veste dell’ex Ente di gestione del Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po-tratto cuneese, ha preso parte a due progetti all’interno del Piano Integrato Territoriale (PIT) 'Monviso: l’uomo e le territoire' in veste di capofila, oltre a essere stato capofila del piano di coordinamento e di comunicazione dello stesso PIT. L’ente ha, inoltre, guidato un ulteriore progetto ALCO- TRA (ETTRA). I progetti della passata programmazione, invece, sono stati volti a favorire l’avvio del MAB Monviso UNESCO e lo studio di modelli di gestione delle aree protette, propedeutici al processo di trasformazione del parco stesso e alla candidatura in quanto Riserva della biosfera transfrontaliera, gettando le basi per una cooperazione proficua nelle vesti di nuovo ente di gestione.


Le reti attoriali
L’Ente di gestione delle Aree protette del Monviso mostra un solido partenariato tra soggetti pubblici transfrontalieri, a riprova della necessaria cooperazione tra Stati, anche a seguito dell’elezione del territorio a Riserva della biosfera (prima nazionale poi tran-sfrontaliera). L’Ente, inoltre, ha anche un partenariato avviato con attori del terzo settore all’interno del PIT e, in particolare, all’interno del progetto relativo alla valorizzazione delle produzioni locali, il quale ha coinvolto, al di là dei partner istituzionali facenti parte del terzo settore (associazioni di categoria e confederazioni), anche soggetti privati del mondo della ristorazione, dell’agricoltura e della ricettività. Una delle scelte strategiche più importanti dell’Ente, a partire dal 2016, è stata quella di costituire una rete di collaborazioni con enti e associazioni in grado di operare sinergicamente per rafforzare il comune senso di identità e appartenenza territoriale. Grazie a specifiche convenzioni, l’Ente può contare, a oggi, su una quindicina di partner, che contribuiscono a rafforzarne l’azione nei vari ambiti di attività, superando, in parte, le difficoltà imposte anche da una conclamata carenza di organico.

Il turismo nella visione degli Enti di gestione dei Parchi del Cuneese
La recente riorganizzazione regionale dei parchi piemontesi ha portato notevoli cambiamenti anche per i parchi del Cuneese, unendo la gestione di territori anche fisicamente lontani e sicuramente diversi (altitudine, morfologia, economia, servizi, ecc.), in particolare dal punto di vista delle progettualità sullo sviluppo dell’offerta turistica.
Con i referenti degli enti di gestione è stato indagato nello specifico il tema del turismo, sia dal punto di vista delle attività e degli investimenti, sia dei punti di forza e delle criticità da loro rilevate circa il sistema turistico locale, dei finanziamenti, dei prodotti turistici a ora disponibili e quelli da sviluppare maggiormente.

Nella prospettiva dell’Ente di gestione del Parco del Monviso, il turismo è il terzo tema per ordine di importanza, dopo l’attività istituzionale ovvero la tutela di un territorio, come si è visto, molto variegato fra montagna e pianura e lo sviluppo agricolo. Pur-troppo, vengono destinate al turismo solo il 4% delle risorse economiche disponibili: la frammentazione della filiera e la complessità dell’organizzazione turistica, infatti, unitamente alla carenza di personale, sono elementi di criticità rilevati dall’ente.
Questa situazione si accompagna alla presenza di molte progettualità e coordinamenti presenti sul territorio, dedicati in primo luogo alla tutela dell’ambiente, delle produzioni agricole e dell’allevamento.
Su quest’area, infatti, insistono progetti di ampio respiro quali:
MAB UNESCO;
SIC e ZSC;
Contratto di fiume;
Piani relativi all’asse del Po: piano dell’assestamento forestale, piani
d’area, piani regolatori comunali, piano MAB, piano naturalistico;
PITER Saluzzese, che coinvolge aree territoriali delle aree protette delle
Alpi Marittime, Monviso, Mercantour.
I progetti principali che mettono il turismo al centro sono la Carta del Turismo Sostenibile e il progetto MOVE, promosso dal Comune di Saluzzo. Le attività attualmente sviluppate dall’ente riguardano la didattica, la tutela ambientale, il sostegno alla biodiversità, il sostegno per lo sviluppo di nuovi processi per la tutela dell’ambiente, la gestione di siti di attrazione
turistica, la formazione e l’auto formazione degli operatori.
Sul territorio vi sono tre elementi naturalistici di forte attrattività turistica: il Monviso, come meta dell’escursionismo/alpinismo in-ternazionale,
le sorgenti del Po e il bosco dell’Alevé.
E, infine, tra i prodotti turistici principali che offre il territorio del Parco del
Monviso si citano: il cicloturismo, in particolare nelle riserve di pianura; il trekking e l’escursionismo d’alta quota nelle aree montane; infine, la cultura, con la gestione dell’Abbazia di Staffarda e di percorsi e prodotti enogastronomici.
Per il futuro, il Parco del Monviso non ritiene di dover rivedere la visione attuale degli ambiti prioritari, ma si impegnerà a consolidare alleanze strategiche con il territorio in vari settori fornendo supporto economico al funzionamento e alla realizzazione di specifici eventi, in particolare nei settori di sport, cultura, università e sociale.


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