Un volo di colori

L’immagine simbolica della Primavera è spesso rappresentata dall’esplosione delle forme e dei colori tipiche dei fiori delle praterie alpine e dei prati di campagna.
Non molti sanno peró che altri vivaci colori arrivano in questo momento dell’anno nelle campagne e nei boschi, seguendo lunghe ed estenuanti rotte migratorie che talvolta hanno inizio addirittura nel cuore dell’Africa.
Il Gruccione (Merops apiaster) è uno di questi visitatori primaverili e rappresenta forse uno degli uccelli più spettacolari della nostra fauna. Si tratta di un vorace e coloratissimo cacciatore di insetti che nidifica curiosamente all’interno del suolo!
Questo uccello sceglie pareti verticali di argilla, spesso in corrispondenza di sponde fluviali erose dal fiume, nelle quali scava un lungo cunicolo dove depone le uova e alleva i piccoli. Il gruccione nidifica in colonie e, dove è presente, si possono talvolta incontrare centinaia di individui vociferi e indaffaratissimi nella ricerca di insetti con i quali nutrire la prole.
Il Gruccione non è l’unico uccello che scava il nido in luoghi simili. I Topini (Riparia riparia), ad esempio, sono 'cugini' delle più note rondini e nidificano anch’essi in corrispondenza di pareti verticali di argilla e come i Gruccioni giungono nelle nostre regioni in Primavera. Anche il Martin pescatore (Alcedo atthis) costruisce il proprio nido scavando una galleria nel terreno. Tuttavia, le similitudini con Gruccioni e Topini finiscono qui: si tratta infatti di un uccello stanziale, ovvero presente tutto l’anno nei nostri laghetti e corsi d’acqua e come ben dice il suo nome, mostra una dieta strettamente legata agli organismi acquatici come pesciolini, girini e larve di insetti. Anche il Martin pescatore presenta un piumaggio molto appariscente e coloratissimo, tanto da essere uno degli animali più apprezzati da birdwatchers e fotografi naturalistici.
Rara e spesso solo di passaggio è poi la Ghiandaia marina (Coracias coracias). Un uccello spettacolare nel suo acceso piumaggio azzurro-verde e marrone. Anche questa specie trascorre l’inverno nell’Africa sub-sahariana per poi tornare a visitare l’Europa mediterranea e orientale (e anche il Medio Oriente), dove si trovano i suoi principali siti di nidificazione. La Ghiandaia marina era forse un tempo più comune nelle nostre regioni, ma la progressiva scomparsa del suo habitat elettivo, le praterie a pascolo con alberelli sparsi, ha considerevolmente ridotto negli anni la sua presenza nelle nostre regioni.
Che dire poi del giallo appariscente del Rigogolo (Oriolus oriolus)? Il maschio di questa specie è un’altra bellissima sorpresa primaverile per via del suo piumaggio giallo molto intenso che contrasta nettamente con il nero delle ali. La femmina è anch’essa molto bella, ma presenta un piumaggio dai colori più tenui che sfuma dal giallo verso un verde oliva. Il Rigogolo è, peró, un animale assai timido e preferisce muoversi tra le fronde di alti alberi piuttosto che frequentare aree aperte come campi e prati. Molto più facile da ascoltare che da vedere, questo uccello allieta le giornate di primavera con il suo canto melodioso simile a un delicato fischio modulato.
Se invece il vostro sguardo venisse attratto da un rapido e insolito frullo d’ali, seguito poi da un buffo richiamo simile a una trombetta sorda che suona 'puup-puup', potreste trovarvi di fronte ad un’Upupa (Upupa epops). Questo curioso animale è l’unico rappresentante vivente della famiglia degli Upupidi e presenta un becco lungo e sottile e un capo dotato di penne marroncine che possono essere sollevate a formare un’evidente cresta. Il piumaggio delle ali e del petto è bianco con striature nere che contrastano con il marrone chiaro del collo e del capo. L’upupa è un tipico visitatore primaverile delle nostre campagne; sceglie talvolta casolari e vecchi alberi o edifici abbandonati per la costruzione del nido. Occhi e orecchie aperte quindi se passate vicino a un cascinale in aperta campagna!
Concludiamo questo piccolo excursus nient’affatto esaustivo tra i colorati piumaggi primaverili, citando altri tre protagonisti di lunghi viaggi migratori: il Codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus), l’Averla piccola (Lanius collurio) e l’Averla capirossa (Lanius senator). Il primo mostra colori che passano dall’arancione acceso, al nero con tracce di blu, mentre il maschio dell’Averla piccola fa sfoggio di tinte dall’azzurro tenue, al rosa, al grigio e al nero, tutti miscelati in un mosaico degno del tocco di un grande maestro del colore. L’Averla capirossa, ormai rara e sporadica, è un bellissimo uccello, dal capo rosso vivo che contrasta con il piumaggio nero e bianco del resto del corpo.

Un’importante nota operativa per tutti: Segnalateci le vostre osservazioni, soprattutto per le specie più rare! Avere un’idea puntuale delle aree visitate da Ghiandaie marine o da alcune specie di Averle o venire a conoscenza di nuovi siti di nidificazione di Topini e Gruccioni ad esempio, puó aiutare il mondo scientifico a conoscere meglio la distribuzione e il comportamento di queste specie e puó permetterci allo stesso tempo di attivare interventi per la loro conservazione e per la tutela dei loro habitat.
Potete inviare le vostre segnalazioni a info@parcomonviso.eu meglio se corredate da una foto con data di scatto e luogo esatto dell’avvistamento.


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