I Musei della Valle Grana

Museo del Setificio Piemontese presso Filatoio di Caraglio
Il Filatoio di Caraglio è la 'fabbrica da seta' più antica d'Europa e rappresenta un caso unico nel contesto produttivo del Piemonte seicentesco. Costruito in due anni (1676-1678) da Giovanni Girolamo Galleani, ha l'aspetto di una dimora fortificata ed ospitava al suo interno i 'fornelletti' per la trattura e i 'mulini da seta' per la torcitura del filato, esportato in tutta Europa.
Oggi il Filatoio, oltre ad ospitare un centro congressi e ad una vetrina del territorio, si anima grazie a due forti vocazioni.
Con il restauro sono stati ricostruiti gli imponenti torcitoi da seta e sono stati recuperati il filatoio, la filanda e gli ambienti abitativi. Il complesso costituisce il primo nucleo del Museo del Setificio Piemontese, in fase di espansione, che propone, inoltre, mostre temporanee sul tema della seta e dei tessuti.
La seconda anima del complesso edificio è costituita dall'attività espositiva internazionale. I suggestivi spazi accolgono capolavori d'arte contemporanea e del passato.

Orari
Dal 10 luglio al 13 settembre gli orari sono i seguenti:
Giovedì 14,30 19,00
Venerdì 14,30 22,30
Sabato 14,30 19,00
Domenica e festivi dalle 10,00 alle 19,00.

Tariffe
INTERO 6,00 euro
RIDOTTO 4,00 euro
RIDOTTO: insegnanti di ogni ordine e grado, studenti universitari fino a 25 anni compresi e ragazzi fino a 18 compresi.
GRATUITO: <6 anni, giornalisti, residenti Caraglio (domenica mattina), disabili con accompagnatore

http://www.filatoiocaraglio.it/


Museo dei Babaciu di San Pietro di Monterosso
Tutte le storie iniziano con c'era una volta; la nostra invece inizia con c'è oggi. C'è oggi un paese senza tempo, animato di personaggi laboriosi, intenti nei loro mestieri, nelle faccende domestiche oppure a gustarsi un bicchiere di vino a fine giornata silenziosi, o almeno apparentemente silenziosi Già, apparentemente, perché se ci si ferma ad osservarli con attenzione i nostri amici raccontano Raccontano storie,mestieri, vite passate, forse nemmeno troppo diverse dalle vite di chi in montagna ancora oggi decide di fermarsi, di vivere e di lavorarci.
Nati da un'idea di Graziella Menardo nel 2003, questi uomini che rispondono al nome di Babaciu piano piano hanno colonizzato tutta la frazione San Pietro, nel comune di Monterosso Grana, ed oggi occupano portici, balconi, stalle ed ogni altro locale che possa accoglierli ed offrire loro un riparo dalle intemperie. Il paese senza tempo ha così visto crescere la sua popolazione. Ed a chi pensa che siano sempre fermi nello stesso posto suggeriamo di ritornare più volte nell'arco dell'anno per controllare di persona; potrebbe scoprire che sono davvero vivi

info: ecomuseo@terradelcastelmagno.it
http://www.terradelcastelmagno.it/MuseodeiBabaciu-12.html


Mostra Ome e Peire a San Pietro di Monterosso

'UOMINI E PIETRE OME E PEIRE'. L’attività di estrazione delle lose in una comunità alpina. San Pietro Monterosso XVII XXI secolo' questo è il titolo della mostra, risultato di tre anni di lavoro del gruppo di ricerca storica sull’estrazione di ardesie, le lose, il materiale tipico utilizzato per coprire i tetti dei villaggi alpini, a San Pietro Monterosso.
I risultati di questo lavoro sono sintetizzati in un allestimento che conduce il visitatore, attraverso la storia della Comunità, dal Seicento fino ai nostri giorni. Dal periodo in cui la pietra inizia a sostituire la paglia di segale come materiale di copertura dei tetti, attraverso lo sviluppo dell’estrazione, con la trasformazione di semplici cave a cielo aperto in vere e proprie miniere, fino all’interruzione dell’attività estrattiva, nel 1983, e alla situazione ambientale del sito minerario ai nostri giorni. Tra i materiali esposti, tutti assolutamente originali, si distinguono un filmato amatoriale girato all’interno delle miniere negli anni Sessanta del secolo scorso e una serie di interviste agli ultimi cavatori di lose e ai loro familiari. L’allestimento utilizza molti strumenti digitali, i visitatori potranno utilizzare anche due tavoli touch-screen per la consultazione di foto, approfondimenti prosopografici o documenti eccezionali come il diario illustrato di uno degli ultimi cavatori di pietre.

http://www.terradelcastelmagno.it/OmeePeireUominiePietre-8.html


Una casa per Narbona di Campolino di Castelmagno

Non esiste un censimento delle frazioni disabitate e molto spesso in rovina, della montagna cuneese. Basta citarne una - Narbona frazione di Castelmagno Cuneo - per fotografare una situazione drammatica e, in molti casi, irreversibile. Dal momento in cui è stata abbandonata dall’ultimo abitante nel 1960, ha visto crescere la sua fama, - paradossalmente perché ció è avvenuto in parallelo con la sua rovina - divenendo un simbolo (con tanto di alone mitico o leggendario) della civiltà della montagna e del suo spopolamento. Il progetto è di costituire un gruppo di ricerca aperto al contributo di tutti coloro che hanno a cuore questa frazione che puó essere legittimamente eletta a simbolo non solo di Castelmagno ma della Valle e della civiltà della montagna più in generale, per realizzare l’allestimento di una 'Casa per Narbona' ricostruendo alcuni interni originali della frazione nel progettato Ecomuseo di Campomolino.

http://unacasapernarbona.tumblr.com/


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