Flora
 
SCHEDE GENERALI
 
Fiori montani
Alle quote più alte le piante hanno andamento vicino al terreno per limitare gli effetti del vento ed usufruire della maggior quantità di calore possibile. I colori vivaci servono a proteggere i fiori dalle radiazioni ultraviolette e ad attrarre gli insetti, indispensabili per l’impollinazione ed il processo riproduttivo, mentre spesso gli steli sono coperti di lanuggine per difendere la pianta dal freddo. In condizioni proibitive la flora combatte contro il tempo oltre che con le difficili condizioni metereologiche per riuscire a riprodursi nel corso della brevissima estate alpina. Estremamente varie le specie presenti, dalle cosiddette "piante grasse", i sedum ed i sempervivum, alle piante spinose, carline, alle carex, ai piccoli e coloratissimi garofani, alle primule rosse, alla Soldanella alpina che sboccia appena via la neve assieme al Fior di stecco. Al momento della fioritura grandi zone di macereti si tingono di rosa vivo per l’apparire dei fiori dei Rododendri. A quote inferiori crescono le orchidee, dalla Gymnadenia alla Nigritella, dalla Orchis mascula alla militaris alle Dactylorhiza sambucina, incarnata e maculata. Accanto fioriscono una moltitudine di viole, di genzianelle che con fioriture successive cadenzano lo scorrere della bella stagione fino alla tardiva Gentianella ciliata, di gigli, da quello del Paradiso al San Giovanni al Martagone, piante officinali quali la Genziana gialla e pericolose, come l’Aconito. Più a valle, quando compaiono i primi larici, ecco la Pinguicola, una pianta carnivora che trae nutrimento dai resti degli insetti che rimangono invischiati sulle foglie della sua rosetta basale.
 
Fiori di bosco e di collina
Mano a mano che si scende di quota diminuiscono la varietà e la ricchezza dei fiori, anche perché molte specie, oggetto di raccolta indiscriminata, sono praticamente scomparse: è il caso del Giglio di San Giovanni e del Narciso. Nelle zone più "nascoste" è comunque possibile scoprire la Scilla bifolia, la Madreselva, il Dente di cane, varie specie di ranuncoli ed anemoni, sperdute orchidee o la Campanula elatines, specie endemica delle Alpi Cozie.
 
Fiori in pianura

Nonostante il grave degrado, piccole perle di colore spuntano a ricordo dei fasti del passato.
E’ il caso del Giaggiolo acquatico presso i fossi e le zone umide, di alcune localizzatissime orchidee, del Mughetto e del Campanellino. Nel fiume e vicino alle risorgive delicate coltri di ranuncoli acquatici ricamano di bianco in eterno movimento la superficie dell’acqua.
 
I cespugli
Spesso disprezzati o sottovalutati sono fondamentali per la vita selvatica perché offrono rifugio e cibo agli animali in tutte le stagioni dell’anno. Come non pensare al Rovo, al Sambuco, al Sanguinello ed al Biancospino, al Prugnolo ed all’Evonimo. In quota, spesso al limite degli alberi, il Crespino ed il Sorbo montano sono autentiche dispense per gli animali. Impenetrabili infine le distese di Ontani nani e verdi e, nelle zone più calde, di Rose selvatiche.
 
Gli alberi
I Larici rappresentano una delle poche specie arboree che nel Parco costituiscono boschi omogenei e puri. Grazie agli aghi che permettono il passaggio della luce, ricchissimo è il loro sottobosco, al contrario di quello delle faggete, dove per la scarsa luce che riesce a filtrare, la flora sottostante è praticamente inesistente se si eccettua un breve periodo primaverile precedente la crescita delle foglie dei Faggi. Proprio le faggete costituiscono l’altra tipologia di bosco puro abbastanza diffuso nel Parco, soprattutto sui versanti umidi e freschi. Sparsi nella parte più a monte della Val Po si incontrano radi popolamenti di Abeti mentre assai rari sono i Pini. Nelle zone più fredde regna il Maggiociondolo, dai caratteristici fiori gialli a grappolo.
La maggior parte dei boschi è composta da essenze miste di latifoglie, con prevalenza di Castagno, spesso ceduato. Rari i boschi puri di Betulla. Tra gli alberi più comuni, varie specie di Aceri, numerosi i Tigli, i Frassini, i Ciliegi. Molto localizzato, in una stazione inconsueta per la quota, cresce l’Orniello. In pianura, oltre ali Salici che in sottili strisce accompagnano il fiume ed all’onnipresente ed infestante Robinia pseudoacacia, qua e là svettano imponenti le Querce, Farnie soprattutto, qualche esemplare di Pioppo, tremulo e bianco, e, sempre più raro, l’Ontano.
 
 

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