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I chirotteri di Staffarda
 
 
Testo a cura di Elena Patriarca e Paolo Debernardi
L’Abbazia di S. Maria di Staffarda (Revello, CN) ospita una grande colonia riproduttiva di chirotteri (pipistrelli) appartenenti alle specie vespertilio maggiore (Myotis myotis) e vespertilio di Blyth (Myotis blythii). 
I pipistrelli arrivano fra fine marzo e metà aprile, il più delle volte il 3-5 aprile, e occupano un locale minore che si affaccia sul chiostro. Sono circa 1200 esemplari; dagli studi condotti su colonie analoghe si sa che si tratta quasi interamente di femmine: la proporzione di maschi in queste colonie varia all’incirca fra il 3-5% (valori rilevati in colonie centroeuropee che si rifugiano prevalentemente in sottotetti) e il 20% (dati relativi a colonie di grotte dell’Europa meridionale).   
I primi parti possono aver luogo negli ultimi giorni di maggio, ma più spesso avvengono verso la fine della prima settimana di giugno.  Di norma viene partorito un solo piccolo, nudo e con gli occhi chiusi.  Nei primi giorni di vita può essere trasportato in volo dalla madre; quando diventa troppo pesante resta  appeso alla volta del rifugio assieme agli altri piccoli.  Grazie al latte materno, nel giro di circa cinque settimane raggiunge la taglia adulta e comincia a sua volta a lasciare il rifugio, alla sera, per andare a caccia di insetti.
Con un’apertura alare di 35-45 cm e una lunghezza testa-tronco di 6-8 cm, vespertilio maggiore e vespertilio di Blyth sono fra i chirotteri di taglia maggiore presenti in Europa.  Hanno aspetto quasi identico, ma abitudini alimentari parzialmente diverse: la prima specie predilige i grossi coleotteri carabidi e i grillotalpa, che cattura al suolo dove la copertura erbacea è rada o l’erba è rasata, anche in bosco; la seconda preferisce cavallette e altri ortotteri, che trova in ambienti con ricca vegetazione erbacea. 
Da metà agosto alla fine di ottobre, progressivamente, la colonia si disperde. È il periodo degli amori: i maschi, che durante l'estate hanno prevalentemente condotto vita isolata, vanno alla ricerca delle femmine.  Accoppiamenti avvengono anche nel sito di Staffarda, ma il grosso delle femmine deve accoppiarsi altrove, in siti di rifugio transitori e, forse, anche nei siti d’ibernazione. 
Non sappiamo dove vadano in letargo gli individui della colonia di Staffarda; è probabile che si disperdano in varie cavità sotterranee e fessure all’interno di pareti rocciose.  I rifugi invernali di queste specie si collocano prevalentemente entro un raggio di 50 km dai rifugi estivi, ma sono descritti anche spostamenti di esemplari decisamente più rilevanti, fino a un massimo di 488 km.
Durante l’inverno le cellule seminali maschili rimangono all’interno delle vie genitali delle femmine, ma l’ovulazione, la fecondazione e l’avvio della gestazione vera e propria hanno luogo solo in primavera, quando le femmine nate a Staffarda tornano a radunarsi nel sito dell’abbazia.  Trattandosi di specie longeve (possono superare i 30 anni di vita), nella colonia si ritrovano diverse generazioni di femmine imparentate: figlie, cugine, madri, zie, nonne, bisnonne e così via …
Vespertilio di Blyth (sn) e vespertilio maggiore (dx) della colonia di Staffarda
Fino alla metà del ‘900, vespertilio maggiore e vespertilio di Blyth erano specie comuni, ma oggi sono minacciate d’estinzione a causa delle alterazioni ambientali operate dall’uomo (per approfondimenti: Centro Regionale Chirotteri).  Sul complessivo territorio piemontese-valdostano ne sono attualmente note otto colonie riproduttive, ma solo quattro, fra cui quella di Staffarda, hanno dimensioni cospicue. 
Per arrestare il declino di queste e delle altre specie di chirotteri, la legge vigente ascrive questi mammiferi alla fauna “particolarmente protetta” e ne sancisce la rigorosa tutela (si vedano in particolare la Direttiva 92/43/CEE e l’Accordo sulla conservazione delle popolazioni di chirotteri europei).
Affinché le disposizioni normative non “rimangano sulla carta” occorrono però azioni concrete.  Con questa consapevolezza, a Staffarda sono stati effettuati interventi per garantire alla colonia la tranquillità di cui necessita, renderne compatibile la presenza con le esigenze antropiche e valorizzarla.
La protezione della colonia dell’Abbazia di Staffarda rappresenta un'iniziativa di rilevanza internazionale e un esempio di tutela integrata dei beni culturali e ambientali cui hanno variamente contribuito, negli anni, Fondazione Ordine Mauriziano, Stazione Teriologica Piemontese, World Wildlife Fund, Parco dei Laghi di Avigliana (Centro Regionale Chirotteri) e Parco del Po Cuneese (Progetto PSR).


Nel periodo di presenza della colonia nell’Abbazia è possibile vedere i pipistrelli, di giorno, su un monitor posto esternamente al sito di rifugio, oppure seguendo le istruzioni dell’applicazione, grazie a tre webcam collocate nel rifugio nel quadro delle attività del Progetto PSR

Qui potete invece guardare una sequenza registrata (la prima parte a velocità reale, l’ultima parte rallentata) degli esemplari mentre la sera escono dal rifugio per intraprendere l’attività notturna.