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  Notizie dal Parco

Concerto di Natale - 21 dicembre - Pala CRS, Saluzzo

Il Natale è alle porte e, puntuale, si rinnova la tradizione del “Concerto di Natale” organizzato dal Parco del Monviso, dal Comune di Saluzzo e dal Corriere di Saluzzo, insieme al Gruppo Corale I Polifonici del Marchesato.
L’appuntamento è fissato per giovedì 21 dicembre alle 21 e, rispetto al passato, cambia la location: non più il Teatro Magda Olivero, ma il Pala Crs (presso il Foro Boario), che garantisce una maggiore capienza. L’ingresso è libero e non vi è obbligo di prenotazione di posti.
Come detto, sul palco saliranno i Polifonici del Marchesato, all’immediata vigilia della loro tournée in Polonia (che li vedrà concertare, tra l’altro, nella cattedrale di Cracovia per la festa dell’Epifania), diretti da Enrico Miolano e accompagnati al pianoforte da Flavio Arneodo.
In programma, numerose pagine tratte dal repertorio tradizionale natalizio, dal celeberrimo White Christmas, al “folkloristico” Carols of the Bells, dal dinamico Jngle Bells Rock al re dei gospel “Happy Day”, ma (forti del grande successo riscosso in occasione del concerto di chiusura di Suoni dal Monviso), non mancheranno alcune multivisioni, curate da Fulvio Beltrando, che sapranno ricreare un emozionante connubio tra immagine e musica, e ci introdurranno nella magica atmosfera natalizia.
Il concerto vedrà altresì l’esibizione del coro del Liceo Soleri Bertoni di Saluzzo e sarà l’occasione per uno scambio di auguri “in famiglia” e, perché no, per un brindisi e una fetta di panettone da consumare insieme al termine dell’evento.

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IL PETTIROSSO - storie di viaggi brevi e lunghi e di un colore che rosso non è… PARTE SECONDA

Torniamo a parlare del Pettirosso ma questa volta vogliamo raccontarvi una serie di curiosità inerenti a questo simpatico passeriforme che ci accompagna nel periodo autunno-invernale.
Nel folklore di tutta Europa rappresenta la stagione fredda (l’autunno e soprattutto l’inverno) e nella cultura dei popoli nordici il Pettirosso veniva associato al dio Thor. Un mito legato alla culto cristiano invece  vuole che il petto aranciato di questo uccellino derivi dal sangue di Gesù Cristo: il Pettirosso, originariamente colorato solo di un mesto marrone, avrebbe tentato di liberare il Cristo dalle spine della corona che cingeva il suo capo e così facendo, rimase macchiato sul petto, assumendo la tipica e appariscente colorazione che tutti ben conosciamo.
 
Chopin compose il tema principale della “Grande polonaise brillànte”, ispirandosi all’articolato e melodioso canto del Pettirosso.
      Qui il canto del pettirosso 
 
In tutto il continente europeo poi ci si riferisce a questa specie con appellativi molto simili, in cui compare sempre il termine “rosso”:
Italiano: pettirosso.
spagnolo: petirrojo (rojo – rosso).
Greco: κοκκινολαίμης (κόκκινος – rosso) – (si leggono rispettivamente kokkinolaímis e kokkinos)
Francese: rouge-gorge (rouge – rosso).
Olandese: roodborstje (rood -rosso).
Tedesco: rotkelchen (rot – rosso).
Finlandese: punarinta (punainen – rosso)
Inglese: oggi “robin” ma in passato “robin redbreast” (petto rosso). 
È tuttavia ben evidente che il colore in questione non sia affatto rosso bensì arancione! Ma allora quale può essere il motivo di questo diffuso ostracismo nei confronti del suddetto colore a favore del rosso?
 
Figura 1 -un pettirosso (Erithacus rubecula) esce allo scoperto per osservare con curiosità il fotografo
 
Sembra che il colore arancione in Europa fosse poco noto e non distinto chiaramente dal rosso, almeno fino al XVI secolo. Solo con l’importazione prima (XIV secolo in Portogallo) e la coltivazione dell’Arancio nel continente poi, l’arancione venne riconosciuto e distinto come colore a sé stante. Lo stesso termine “arancione” deriva etimologicamente proprio dall’arancia, frutto di origine asiatica fino ad allora quasi del tutto sconosciuto agli europei. 
 
PETTIROSSO AMERICANO
Per i Nordamericani “Robin” è un uccello dal vistoso petto aranciato ma assai diverso dal pettirosso europeo: si tratta di Turdus migratorius, un Turdide parente del merlo e dei nostri tordi molto appariscente che, come ricorda il nome scientifico, presenta uno spiccato comportamento migratorio. L’attribuzione del nome pettirosso – robin anche a questa specie, ha generato nel tempo una lunghissima sequenza di scambi di identità e di errori grossolani, il più curioso dei quali venne commesso nel celebre film Disney “Mary Poppins” in cui compaiono due uccelli impegnati a nutrire la prole al nido e citati come pettirossi (anche nella versione in lingua inglese) ma che a tutti gli effetti erano due esemplari di Turdus migratorius. Mary Poppins però è ambientato nella Londra di inizio ‘900, quindi i pettirossi in questione sarebbero dovuti essere quelli europei e non il colorato tordo americano! (se non ci credete, guardate voi stessi qui).  
 
Figura 2 - American Robin, il pettirosso americano (Turdus migratorius)
 
I PETTIROSSI GIAPPONESI
Anche nel lontano oriente esistono uccelli a cui viene attribuito il nome “pettirosso”: 
- Larvivora akahige (Pettirosso giapponese o komadori) un tempo ritenuto un parente asiatico del pettirosso europeo (Erithacus rubecula) ma ora attribuito a un genere completamente diverso (Larvivora) che ha legami più stetti con altre specie tipicamente orientali (pettirosso blu siberiano – Larvivora cyane) piuttosto che con il nostro pettirosso.
- Larvivora komadori (Pettirosso di Ryukyu), specie endemica dell’isola giapponese di Ryukyu il cui nome scientifico ha generato confusione nel tempo con il pettirosso giapponese, noto per l’appunto come “Komadori”. Anche questa specie del Sol Levante venne inizialmente riferita al genere Erithacus ma oggi, accurati studi genetici hanno confutato questa ipotesi. 
 
 
CURIOSITÀ BRITANNICHE
 Il Pettirosso è un animale da sempre presente nella cultura e nel folklore anglosassone. È una delle figure simboliche del Natale, tanto da essere costantemente presente nelle cartoline augurali natalizie. Gli stessi postini che recapitavano la posta nel suddetto periodo venivano chiamati “robin” forse anche per via della vistosa divisa rossa che indossavano (non arancione! la confusione cromatica continua).  
Per gli inglesi il pettirosso è poi soprattutto una presenza costante nei giardini delle case ed un elemento irrinunciabile del paesaggio agreste e domestico anglosassone, tanto che nel XIX secolo vennero a più riprese tentate introduzioni massicce di questa specie nelle colonie inglesi in giro per il mondo. 
In particolare, i maggiori sforzi si concentrarono in Australia e Nuova Zelanda, dove i coloni tentarono a più riprese di ricreare i paesaggi delle campagne inglesi (di cui evidentemente avevano nostalgia) introducendo specie tipiche delle brughiere inglesi. Nel caso del pettirosso per fortuna, le immissioni furono tutte fallimentari e nessun animale riuscì ad acclimatarsi e riprodursi. Simili e allo stesso modo fallimentari tentativi si tennero negli Stati Uniti (New York nel 1852 e Orengon tra il 1889 e 1892) e nel Canada (Columbia Britannica tra il 1908 e 1910).
 
Se l’introduzione forzata del Pettirosso non ebbe successo, lo stesso non si può affermare per molte altre specie diffuse nel mondo dall’uomo in questo periodo storico. Ancora oggi, soprattutto in Oceania e in minore misura nel Nordamerica, sono evidenti i danni arrecati da queste attività.
Responsabili di quelle che oggi definiremmo vere e proprie “follie ecologiche” erano le cosiddette “Acclimatisation societies” inglesi (società per l’acclimatazione) o la francese Societé Zoologique d’Acclimatation, associazioni di volenterosi cittadini e notabili del tempo che desideravano, come già citato, ricreare gli ambienti e i paesaggi delle terre natie, introducendo in continenti lontani le piante e gli animali del proprio paese di origine. Allo stesso modo, queste organizzazioni si premuravano di diffondere le specie esotiche utili anche in Europa o nei loro possedimenti coloniali in altri continenti. Lo scopo era quello di massimizzare le produzioni alimentari, in un momento storico di crescita esponenziale della popolazione mondiale e della conseguente crisi economica e produttiva, senza tuttavia considerare gli effetti e i potenziali danni a medio e lungo termine che avrebbero subito gli ecosistemi e le stesse produzioni agricole tradizionali. 
 
 
 
Il lavoro delle Acclimatisation societies generò gravi danni alla flora e fauna di molte aree del pianeta. Il disastro ecologico, come già citato, fu particolarmente evidente in Oceania, dove ci si rese presto conto che gli organismi di origine europea stavano soppiantando le forme di vita originarie generando talvolta rapide estinzioni di molte specie australiane e neozelandesi. 
Forse è anche per questa ragione che tra i paesi del mondo, proprio l’Australia e la Nuova Zelanda, adottarono già a inizio ‘900 rigidissime normative per la riduzione e il controllo delle “specie esotiche”, ovvero organismi provenienti da altri paesi e che rappresentano potenziali minacce per gli equilibri ecologici locali.
Anche in Italia l’introduzione di organismi esotici ha creato nel tempo grandi problemi sia di ordine ecologico che economico. Nel nostro paese però la sensibilità a questo tema fatica ad affermarsi e anche gli strumenti normativi non sono sempre stati adeguati, in passato, per affrontare efficacemente il problema degli “esotici”, la cui diffusione sul territorio può essere spesso rapida e diventare incontrollabile se non fermata o gestita in tempi opportuni.  
 
   
Fig 7 - Scoiattolo grigio –specie fortemente invasiva di origine nordamericana  - Fig 8 - Reynoutria japonica (Fallopia japonica) – Specie vegetale di origine orientale fortemente invasiva di greti e sponde fluviali
 
Per concludere, la prossima volta che osserverete un Pettirosso, lasciatevi trasportare dalla fantasia, chiudete gli occhi e viaggiate nel tempo e nello spazio (magari stringendo forte un ombrello in una mano e una vecchia borsa di pelle nell’altra), passando dal Canada, agli Stati Uniti, virando poi sul il Giappone per risvegliarvi infine nei panni di un Australiano della meta dell’800, avete un Pettirosso in mano e lo state per liberare…
 
Buon autunno a voi e ai Pettirossi!
 
Roberto Ostellino
 
Saluzzo, 07 dicembre 2017
 
 
Fonti 
Encyclopedia of Biological Invasions a cura di Dr. Daniel Simberloff,Dr. Marcel Rejmanek
 
Immagini
Figura 1,7 e 8 – foto di Roberto Ostellino
Figura 2 - American Robin -- Humber Bay Park (East) (Toronto, Canada) -- 2005, by en:User:Mdf
 
Figura 3 - By Alnus (Own work) [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0) or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], via Wikimedia Commons
 
Figura 4 - By Hisagi (Own work) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons
 
Figura 5 – By Buckland, F.T. - First Report of the Acclimatisation Society, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40388861
 
Figura 6 –author [Public domain], via Wikimedia Commons

 

Alla ricerca della trota marmorata - sabato 30 dicembre

Una giornata per scoprire dove le trote depongono le uova, in una divertente e avventurosa passeggiata lungo le sponde del Torrente Pellice: è la proposta che il Parco del Monviso, in collaborazione con il Servizio di Tutela della fauna e della flora della Città Metropolitana di Torino, propongono per sabato 30 dicembre.
L’attività, destinata a  ...   

Changing climate, changing parks

Dedicato agli “scettici”

A quelli che…:
“due anni fa – lo ricordo benissimo - avevo speso meno per il riscaldamento nel mese di novembre: non è vero che fa sempre più caldo…”;
“l’arrivo del vento ha confermato la bontà delle nostre scelte di amministratori responsabili: non occorreva prendere provvedimenti… le polveri sottili se ne sono  ...   

IL PETTIROSSO - Storie di viaggi brevi e lunghi e di un colore che rosso non è… PARTE PRIMA

Con l’arrivo dell’autunno, il verde dei campi e delle foreste lascia spazio agli sgargianti colori caldi che animano i mesi di settembre e ottobre. Presto però, questa fantastica tavolozza pittorica si affievolisce fino a svanire nel nulla, lasciando un paesaggio via via sempre più triste e dimesso. Non tutto è perduto però! A ravvivare  ...   

Stop alla caccia per tutta la stagione nei territori colpiti dagli incendi

Riportiamo la notizia della Regione Piemonte

Non si potrà cacciare per tutta la stagione venatoria nelle zone maggiormente interessate dai recenti incendi boschivi: lo stabilisce una delibera presentata dall’assessore Giorgio Ferrero e approvata il 17 novembre dalla Giunta regionale.
Il provvedimento blocca infatti la caccia oltre il 30  ...   

In margine ad un articolo di Piemonte Parchi - Sport e Parchi - Un altro punto di vista

E’ fin troppo facile per un anziano direttore di Parchi, aspirante “contemplativo”, condividere il sacrosanto appello di Toni Farina (http://www.piemonteparchi.it/cms/index.php/altri-argomenti/outdoor/item/2095-sport-estremi-nei-parchi) a rallentare, “anche solo per guardare”.

L’educazione a “rallentare il passo” è – credo – un dovere per chi  ...   

Inseguendo un seme di Cardo

Pagine di botanica dal taccuino del Guardiaparco

Da bimba passavo molto tempo a rincorrere tutto ciò che volava alla mia altezza. Capitava quindi di inseguire farfalle, uccellini, insetti e altre cose strane. Tra queste ultime, vi era una sfera trasparente, leggera come una piuma, che si allontanava veloce. Avevo capito che si trattava di un  ...   

Chiusa la strada per Pian del Re

Con l'arrivo della prima neve in quota, la Provincia di Cuneo ha disposto la chiusura della strada che da Pian Regina porta a Pian del Re.
La strada resterà chiusa per tutto il periodo invernale, fino all'arrivo della bella stagione, quando le temperature più miti scioglieranno la neve e permetteranno nuovamente il transito delle  ...   

Chiude dal 1 novembre la Grotta di Rio Martino

Come ogni anno, martedì 31 ottobre 2017 alle ore 10:00 saranno chiusi i cancelli d’ingresso della Grotta di Rio Martino.
L’accesso ai visitatori sarà quindi vietato dal 1 novembre sino al 31 marzo. Questo divieto è posto per la tutela del periodo di svernamento dei pipistrelli, per i quali il disturbo della presenza umana potrebbe provocarne il  ...   

Pubblicato il Bando per i progetti di Rete Turistica Territoriale del Gal

Il GAL Tradizione delle Terre Occitane di Caraglio ha predisposto il secondo bando multioperazione della programmazione 2014-2020, incentrato sul potenziamento e sulla valorizzazione del turismo sostenibile e dei prodotti locali, rivolto a diverse categorie economiche.
Il bando “per la selezione dei progetti di Rete territoriale”, in  ...   

Musei del Parco: orari

Ultime domeniche di apertura per il Museo del Piropo di Martiniana Po, che come di consueto chiuderà per la stagione invernale da novembre a febbraio.
Il Museo del Po di Revello mantiene invece l'apertura tutte le domeniche con il consueto orario (14,30-16,30)
L'ingresso, come sempre, è gratuito.
Sono già chiusi, da fine estate, i due Centri  ...   

''Pastori di montagne'' in tour

Partirà con la serata del 14 ottobre a Sampeyre un vero e proprio tour di presentazione per il libro Pastori di Montagne, dedicato alla storia delle Guide Alpine.
Il volume, che vede tra gli autori Stefano Beccio, Caterina Morello, Marco Bovero e Hervè Tranchero racconta l’avvincente storia della nascita dell’alpinismo, legata alla montagna  ...   

Chiusura Buco di Viso autunno 2017

Giovedì 12 ottobre la Regione Piemonte, con le squadre degli operai forestali, provvederà alla chiusura dell’accesso al Buco di Viso per il periodo invernale. La chiusura si rende necessaria per evitare che la neve si accumuli nel tunnel, ostruendo il passaggio e recando danni alla struttura che potrebbero ritardare la riapertura nella prossima  ...   

Sportello forestale a Casteldelfino

Con l’apertura della stagione silvana, il Parco aumenta il servizio di sportello forestale, aprendo ogni secondo giovedì del mese la sede di Casteldelfino.
Nella nuova sede operativa del Parco, infatti, a partire dal 12 ottobre, dalle 9 alle 12, saranno disponibili i Guardaparco per fornire informazioni sulla normativa in materia di interventi  ...   

Proposte didattiche 2017-2018

Sono state presentate a Cuneo il 20 settembre le proposte di educazione ambientale del Parco del Monviso per l'anno scolastico 2017/2018: numerose proposte che hanno l’obiettivo di creare, a partire dai più piccoli, un atteggiamento più sostenibile e consapevole rispetto alle tematiche ambientali, attraverso attività di conoscenza e scoperta sul  ...   

Sportello forestale: dal 26 settembre tutti i martedì

Con l’apertura della stagione silvana, da martedì 26 settembre il Parco del Monviso attiva nuovamente lo Sportello Forestale.
Lo Sportello è aperto tutti i martedì mattina dalle ore 9.00 alle ore 12.00 presso la sede di Saluzzo, in Via Griselda 8 nel Palazzo Solaro di Monasterolo. Presso lo Sportello Forestale è possibile ricevere informazioni  ...   

Parco Naturale del Monviso. Istruzioni per l'uso

COSA È?
Il Parco Naturale del Monviso ed il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Gruppo del Monviso e Bosco dell’Alevé” si estendono fra le Valli Po e Varaita, il Parco è stato istituito con Legge Regionale 19/2015, mentre il SIC fa parte di una rete di aree tutelate dalla normativa europea, per una buona parte i loro territori  ...   

Scaricabile la cartina del Parco del Monviso

Dal sito www.parcomonviso.eu è possibile visualizzare e scaricare in formato pdf la cartina del nuovo Parco del Monviso relativo alle Alte Valli Po e Varaita.
E' possibile visualizzare e scaricare l'immagine in formato pdf con la cartina turistica del Parco all'indirizzo: www.parcomonviso.eu/ita/cartine.asp

Bussola della Trasparenza Amministrazione Aperta - Art.18 L.134/2012 Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture Regione Piemonte Settore Parchi Amici di Villafranca Piemonte Europarc Mab Biosfera Al Parc Centro Cicogne


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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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